Un'altra "traduzione poetica"
STAVO PENSANDO
di Sandol Stodddard, con illustrazioni di Ivan Chermayeff
tradotto in versi da Bruno Tognolini

TOPIPITTORI, settembre 2018

Copertina rigida, 24 x 18 cm, 32 pagine, EURO 16


Da una presentazione sul sito dell'editore:

Cosa succede quando una mamma sveglia un bambino che non vuole saperne di alzarsi, lavarsi, vestirsi, far colazione per andare a scuola? L'immaginazione prende il sopravvento e subentra un tempo lento, quello del pensiero, dove osservare il movimento cosmico dei granelli di polvere, limoni, angurie, colori, pietre lisce, aquiloni, elefanti, cappelli...
Pubblicati per la prima volta nel 1960, i versi di Sandol Stoddard illustrati da Ivan Chermayeff, grafico di fama mondiale, nonché autore di Sole, luna, stella, vengono presentati in Italia nella magnifica traduzione di Bruno Tognolini.



  • I pensieri prima e dopo il sonno
  • Dal carteggio fra traduttore e editore
  • "Traduzione con testo a fronte"
  • Stavolta niente assaggi delle tavole





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    Pensieri prima e dopo il sonno

    No, un attimo: non la traduzione è magnifica, ma il libro. Stavolta la forma dell'originale libera e sciolta da metro e rima (se non per qualche assonanza) mi ha consentito di essere più fedele che in altre prove, in cui per forzare il Senso in un Suono cadenzato e metrico, come i versi inglesi richiedevano e come io stesso prediligo, ho dovuto spesso più dolcemente possibile deformarlo, o meglio dire forse ri-formarlo. Stavolta no: tranne poche occorrenze, che qui sotto vengono indicate e riccamente commentate, stavolta è davvero il testo di Stoddard " che magnificamente si snoda di pensiero in pensiero, non la mia traduzione.
    E a proposito dei pensieri dei bambini, un'altra nota felice. Quando, dopo diverse letture, ho davvero capito di cosa parlava son stato infatti molto felice di mettere mano, anche umile e di servizio, in questo libro. Nell'albo FARFALLA, seguendo il sentiero delle immagini incantate di Antonella Abbatiello, ho raccontato in versi i pensieri di un bambino prima del sonno; ora ecco i suoi pensieri dopo il risveglio. Di mezzo la notte.

    Dal carteggio fra traduttore e editore

    Ecco due scorci dalle mail che hanno accompagnato la consegna dell'opera a Giovanna Zoboli, che aiutano a entrare nel lavorìo della traduzione in versi. Il primo presenta in termini generali l'approccio e le scelte operate. È venuta una traduzione fedele. Sempre nel senso e talvolta, dovunque ho potuto, nella lettera.
    Dalle altre mie esperienze di traduttore in versi ho tratto la notizia che non so fare altro. Se il poeta originale ha scritto quelle cose io quelle devo volgere in italiano, finché riesco a piegare la lingua – dolcemente – perché le dica nella migliore forma. Altre cose, di mia testa, le scriverò nelle mie poesie. Che la piegatura abbia dato o meno buoni risultati, dovrai dirlo tu. Io sono abbastanza soddisfatto, di un lavoro che mi pare "trasparente". Non dovrebbero emergere i miei stilemi, o non troppo: un po' di arrangiamenti in metro e rima "tognoliniani", cioè, come sai, rigidi e a metronomo, ci sono eccome. Ma rispetto al consueto è niente: da metro e rima scarto e deraglio come nelle mie “filastrocche” mai accade.
    Insomma, dovrebbe riuscire a passare il bel ruscello schiumante di questi PENSIERI, che accompagnano l'alzarsi e il vestirsi quotidiano di questo e chissà quanti altri bambini.
    La cosa ha cominciato a funzionare già alla seconda lettura, quando ho capito “cosa stava facendo” questo poeta. E mi ha conquistato del tutto. Il resto è stato facile: mettermi al suo servizio perché in italiano e in poesia suonasse bene ciò che diceva lui, e quando questo non era possibile, ciò che avrebbe potuto dire lui. Perché ovviamente ho dovuto allontanarmi quando l'autore si lasciava scivolare negli infernali giochi di parole, assonanze e allitterazioni, di cui gli inglesi vanno matti, e anche io. Poiché sono come è noto "intraducibili", ho cercato di specchiarli con altrettanti giochi di parole italiani, e insomma: li scoprirai tu.
    Altrettanto naturalmente, è una traduzione dalla lingua triforcuta, che trasmigra fra tre lingue, non due: inglese > figure > italiano. Le immagini forzavano in certe direzioni, ma in altri casi concedevano certe altre: dove le parole dovevano spostarsi da quelle inglesi, le immagini davano spesso loro sponda. Anche qui vedrai tu dove è avvenuta l'una cosa e dove l'altra.

    Il secondo scorcio, da una mail successiva, rende ragione in profondità di alcune scelte di trazuzione poetica. Ecco i dubbi cui vi avevo accennato, che sono emersi nel corso della traduzione, che in parte ancora persistono, e che sono buona cosa: abbondanza di ricchezze fra cui scegliere.

    1) LE MAIUSCOLE A OGNI CAPOVERSO Un mio vecchio stilema, a volte contestato dalle maestre, e che discuto a fondo con begli esempi letterari classici e moderni in una lezione con slideshow sul rapporto fra autore e editore. Tutti gli altri miei libri in rima, tranne i poemetti in ottave, sono così: senza punteggiatura in coda verso (tranne punti interrogativi e esclamativi) e con la maiuscola in testa. Per il momento ho applicato questo stilema anche alla traduzione dei versi di Stoddard. Ho anche preparato una versione del testo con un'alternanza di capoversi con iniziali maiuscole e minuscole che rispecchia più le scelte dell'originale. Se volete ve la mando. Ma nell'originale c'è la “I” di “io” che falsa un po' le cose: non mi è sempre chiaro dove l'autore voglia marcare l'inizio di un nuovo pensiero o immagine con una maiuscola, e dove sia invece un flusso minuscolo continuo.

    2) "STAVO PENSANDO SUL LAVARE BENE" (pag.12) Vi suona male? Sarebbe più corretto e elegante, forse, “stavo pensando al lavare bene” (ma non “a lavare bene”, che ha altro significato): ma anche “al” non suona mica tanto bene, e “sul” in compenso mi dà più ritorno metrico.

    3) "E SOPRATTUTTO METTITI LA MAGLIA" (pag.14) Non so quanto possa suonare plausibile questo avverbio di rinforzo nella frase della mamma: “E soprattutto…”. Il termine “overalls”, indica un capo di abbigliamento, per quanto non mi sia del tutto chiaro quale, o meglio quali e quanti (le mie fonti dicono: tuta da lavoro, salopette, soprascarpe, etc.). Il bambino gioca col Senso di quel Suono, e parte in fantasticheria associativa: sopra tutto/sotto tutto, sopra e sotto, alto e basso, fino all'aquilone e alla mamma che lo butta giù. In italiano l'indumento “overalls”, qualora capissimo anche di che si tratta, non ci serve: per salvare quel gioco di associazioni “Su/Giù”, su cui si incardina l'intero passaggio, allora, ho buttato in corner con questo “soprattutto”. E il bambino ha risposto bene: lo smonta e ci gioca.

    4) "SE LE BRACCIA FOSSERO IN GAMBA E SE LE GAMBE FOSSERO IN BRACCIO" (pag.16) Ecco, questo è il gioco di parole controfigura di quello inglese “If arms were legs and leggings were armings”. Non sono un profondo conoscitore dell'inglese, tantomeno del parlato gergale infantile, e dalle mie poche ricerche emerge che la locuzione “arming” non esiste, è una parola che si inventa Stoddard. “Leggings” invece sì, e credo che le bambine inglesi anche piccole possano cogliere il gioco di parole. Insomma, inutilizzabile “braccia>braccianti” e “gambe >gambanti”, io propongo questo. Serve? Piace? Basta? E soprattutto: si capisce? Mi son chiesto se lo scambio anatomico paradossale non dovesse essere espresso in forma più esplicita, per sicurezza, per esempio: “se le braccia fossero gambe in gamba e se le gambe fossero braccia in braccio”. O al contrario – variante che risponde a tutt'altre esigenze, introduce ancore più gioco di suono e meno didascalia: “se il braccio fosse in gamba e la gamba fosse in braccio”. Che ne dite?

    5) CAPPELLI E BERRETTI, OCCHI E OCCHIALI (pag.16) Anche qui come sopra: è la mia proposta per salvare in italiano Senso e Suono, e soprattutto Gioco fra i due. In inglese vien giù una cascatella di associazioni convergenti e divergenti (“things that are different and things that are the same”) nel SENSO (“heats and caps”, “mittens and gloves”: funzione molto simile, nomi diversi) e nel SUONO (“and socks and locks and blocks”: forma e funzione diversa, nomi assonanti). “Calze e calzoni, maglie e maglioni” sono parole che, tranne “calze”, in effetti non appaiono nel testo inglese.

    6) CIGNI, PAVONI, PELLICANI, ELEFANTI, ZEBRE, GIRAFFE, TIGRI E LEONI (pagg.22-24) Dalla lettera della traduzione rimangono fuori gatti selvatici e orsi (come nella strofa prima le anguille, “eels”), che per motivi di parsimonia (l'italiano ha parole e frasi molto più lunghe) e difficoltà di far tornare in rima e ritmo, sono scomparsi. Ma sono stati eliminati solo quelli che non appaiono nelle figure. In compenso ho dovuto intromettere i colori di zebra e giraffa, che in inglese non son proprio menzionati, per lanciarmi avanti le rime che occorrevano. Insomma, queste parti degli animali son quelle in cui mi son preso più libertà rispetto all'originale.

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    "Traduzione con testo a fronte"

    E qui bisogna davvero essere grati alla generosità dei Topipittori, cui sta a cuore, come a me, lasciare a eventuali lettori profondi, curiosi di ciò che brulica sotto la pellicina delle parole, le fenditure per cui sprofondare nel lavorìo intestino dei libri che stanno leggendo. Benché il solo testo scritto di questo libro, senza le immagini, sia forse a tento la metà del valore dell'opera, non è da tutti concedere la pubblicazione integrale sul web del testo di un libro in commercio. Ecco invece, qui disponibile in PDF da leggere e scaricare per tutti, la "traduzione con testo a fronte": nel mio quaderno di lavoro, coi loro ordinati riquadri divisi per pagine, i versi inglesi e quelli italiani accanto.

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    Stavolta niente assaggi delle tavole

    Dovrò derogare all'uso, osservato fedelemnte in tutte le presentazioni dei libri in questo sito, di mostrare per ogni titolo tre oe quattro assaggi di illustrazioni (ma in compenso ho messo a disposizione l'intero testo nelle due lingue!). Le bellissime tavole di Chermayeff sono tutte a doppia pagina, ad apertura piena: la cosa eccede le mie casalinghe capacità di scansione, e riprodurle una per volta le mortificherebbe. Occorrerà comprarsi il libro...

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    Questa pagina è stata creata (tardivamente) il 21 settembre 2018 e aggiornata l'ultima volta il 21 settembre 2018


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