Bruno Tognolini
MAGARI!
Rime dei desideri da strillare insieme
Illustrazioni di GIULIA ORECCHIA


CAMELOZAMPA, ottobre 2021
Cartonato 24x24cm, 56 pag.colori, € 16,90
Bruno Tognolini
IMAGINE!
Rhymes of hope to shout together
Illustrated by GIULIA ORECCHIA
Translated by DENISE MUIR


RED COMET PRESS, NY, march 2022
Hardcover 9.45”x9.45", 64 pages, $18.99


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I desideri è sempre meglio dirli.
Magari meglio ancora dirli in rima.
Magari meglio ancora in rima e insieme.
E magari si avverano anche,
se si dice forte "Magari!"


Questo è un libro con un bel mazzetto
di Magari da dire forte.
E se si vuole,
da sentir dire dall'autore,
per rispondergli forte
e insieme e per le rime.




Hear the rhythmic beat of the drum
and the musical chant that gives voice
to dreams for a better world.
Join with your friends and shout
these hopeful lines
out loud to the skies.


From the unique voice
of Italy's beloved children's poet
comes twenty-four thought-provoking
rhymes of hope for the future.
Indice

  • Copertina 'spianata' italiana
  • Copertina 'spianata' USA


  • Racconti dell'autore
  • Versi nel vento di Tuttestorie
  • I cori a responsorio
  • Makàrios sarei se...
  • Un audiolibro gratis
  • Anche gli editori sbagliano
  • Giulia Orecchia

  • I Magari americani
  • Imagine!
  • Ali armoniose di Senso e di Suono

  • Quattro assaggi delle tavole
  • Magari crescesse nel mio condominio...
  • Magari domani verrà zio Silvano...
  • Magari coloro che chiudono i porti...
  • Magari le cose cambiassero bene...

  • Gli audio dei Magari! uno per uno





    La copertina 'spianata' dell'edizione italiana




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    ... e dell'edizione USA




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    RACCONTI DELL'AUTORE


    Versi nel vento di Tuttestorie

    Cagliari, ottobre 2018, XIII Festival Tuttestorie della Letteratura per Ragazzi, tema I DESIDERI. Un attore e due attrici della compagnia IAC Centro Arti Intergrate di Matera, dispersi fra il folto pubblico, si levano in piedi nel cerchio di luce del seguipersone e lanciano quartine in rima, che hanno tutte lo stesso incipit: "Magari...". Il pubblico comprende, risponde gridando in coro, in rima con l'ultimo verso scandisce "MAGARI!". Ecco in video un breve taglio di questa performance, che si ripeteva due volte, alla mattina e alla sera, per ognuno dei quattro giorni.

    Da ormai quindici anni scrivo versi, testi e storie e titoli e altro, per il Festival Tuttestorie. Uno scrittore vorrebbe scrivere sempre su carta, dove scripta manent, anziché nel vento dove verba volant. E invece tante di quelle mie parole, scritte negli anni per gli eventi di quell'amato festival, sono volate via nel vento di quegli eventi e non sono rimaste. Alcune poche fortunate son riuscite a posarsi sulla carta di questo o quel libro di rime (per esempio nelle Rime Indovinelle, di Gallucci): ma tante altre sono lì, nei copioni del mio archivio, in attesa di un'altra vita.

    Ecco: questa è la prima volta che le rime scritte per un Festival Tuttestorie "fanno libro". Tutte insieme, come il corpo coerente che sono, e non divise qua e là in libri diversi. Quelle quartine dei "Magari", scritte solo per quei quattro giorni, per celebrare a responsorio col nostro pubblico il tema dei Desideri, grazie alle lucenti lungimiranti editrici di Camelozampa, e alla mia vecchia amica Giulia Orecchia, risorsa sicura, sono ora un bell'albo illustrato, e io qui lo presento.
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    I cori a responsorio Il responsorio è una forma culturale orale antica: partendo dai cori della tragedia greca, dove il Corifeo proponeva e il coro completava; attraversando millenni di messe cattoliche ("Dominus vobiscum" - "Et cum spiritum tuum"), e di tante altre lingue e latitudini e liturgie; passando per i gridi di guerra degli eserciti, degli ultrà negli stadi, delle manifestazioni politiche; per finire ai giochi ruspanti dei bambini: ecco ad esempio, dalla mia collezione POLPA (Poesia Orale Ludica Puerile Autentica), questo magnifico responsorio tarantino.

    Gli artisti artigiani artefici lo sanno: è bene e bello appoggiarsi, per me nello scrivere versi, a forme antiche e sicure, cresciute e garantite dai millenni.
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    Makàrios sarei se... E cosa si dice, cosa si risponde in questo responsorio? Era il Festiva Tuttestorie dei Desideri. C'è una parola sola, splendente e volante e potente, che chiama i desideri: MAGARI!!! - da dire con un sospiro. E cosa vuol dire?

    In greco antico la parola μακάριος, makàrios, vuol dire "felice". Il suo uso nella locuzione augurale sottintende "io sarei se...": noi quindi diciamo "felice (io sarei se) domani facesse bel tempo!", "felice (io sarei se) vincessi alla lotteria!", "felice (io sarei se) si accorgesse di me!". Oppure semplicemente, potentemente, "felice (io sarei)!".

    Era quello che ci voleva: una parola sola, nota, sonante e potente è perfetta da far dire a tanta gente tutti insieme. Mi son messo al lavoro. Lo schema della strofa che propone il respinsorio era la breve e sonora quartina, e doveva "chiamare" il "Magari!" con una rima finale. Trovare rime in -ari non è difficile: difficile è trovarne tante diverse, per variare, non ripetere, sorprendere, generare attesa. Ma è il mio mestiere. Ne son venute fuori 23 (credo con una sola ripetizione).

    Ma non è solo con l'Ala del Suono che occorre svariare, modulare, per genrare sorpresa e saltello della mente che legge: anche l'Ala del Senso deve fare la sua parte. E così, poiché il mondo è vario, e vari sono i desideri del mondo, i Magari! alternano desideri di felicità e pace nel mondo con quelli di calamaretti, di bei riconoscimenti nel calcio e della danza con quelli di parità di genere, di pietà per i migranti annegati con quelli di bei regali per il compleanno, di amore in famiglia, di cortili fioriti in cui giocare.
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    Un audiolibro gratis Sembra un'offerta Conad col trucco, e invece è verità. Gli editori in genere, sacrosantamente dal loro punto di vista, fanno uscire prima il libro poi l'audiolibro. Qui invece sono all inclusive: prendi due paghi uno. Nell'ultima pagina del libro c'è un QR-code, inquadrando il quale lo smartphone apre il player di default e far suonare i Magari!

    Si sentono detti da me, e fioriti da un piccolo coro di bambini che rispondono con la parola gridata. Pochi bambini, a dire il vero (ma raddoppiati in montaggio), perché il generoso musicista fonico Francesco Mancarella, dello studio L'Arca del blues di Lecce, di più non ne ha potuto radunare (erano gli allievi della sua scuola di musica, che ha acchiappato e portato in sala a gridare): ma bastano a dare l'idea di come fare in responsorio questi versi.

    Con le due Camelozampe ci siamo chiesti se offrire gli audio separati di ogni strofa, con un QR-code in ogni pagina, oppure un unico audio che le dice tutte in fila, col suo QR-code bello grande in coda al libro. Le due gentili hanno osservato che no, sul libro sarebbe stato improprio un dispositivo del genere, e invadente un QR-code nelle belle tavole. Hanno mille ragioni: questo è un albo compiuto, esatto nei contenuti, nelle forme e nella grafica, e non bisogna rompere il suo equiibrio.

    Nel libro è così, va bene: ma qui nel sito spazio grafico e funzionale ce n'è ad libitum, e io i file audio separati dei 23 Magari ce li ho. E li metto. Mentre quindi i (noi speriamo tantissimi) lettori del libro potranno sentire solo la tiritera intera da 6:32 minuti, i dieci sfaccendati visitatori del sito avranno accesso agli audio dei Magari! uno per uno, indicizzati qui sotto: così da poter scegliere, se vorranno, quello o quelli che interessa di volta in volta leggere, e sentire, e dire a scuola o in casa.

    Naturalmente questo non viete e non esime i lettori, grandi o piccoli, da fare loro stessi i Corifei, condurre il coro, leggerli e dirli forte senza voce d'autore di mezzo, e farsi rispondere dal loro responsorio.
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    Anche gli editori sbagliano Un retroscena inedito. E insolito, perché insolito per fortuna, nella mia via dei libri, è stato il brutto inciampo che rivela.

    Le rime dei "Magari!", come ho detto, son state scritte nell'estate del 2018 per il Festival Tuttestorie dei Desideri. Il 28 settembre di quell'anno, perché "scripta maneant", per una volta, e non se ne volino via nel vento degli eventi, ho inviato il manoscritto a un editore, sul cui nome misericordia e gratitudine per i pochi altri libri creati insieme esigono silenzio. Il libro piace, i mesi passano, le illustrazioni sono affidate a Giulia Orecchia, apprezzata e amata sia dall'autore che dell'editore. Giulia è molto impegnata, pian piano disegna, altri mesi passano, e infine consegna: le tavole sono bellissime. Ancora altri mesi passano, per i famosi "tempi editoriali" (gli autori lavorano ora e sono pagati a volte fra anni). Gli autori sollecitano: si concorda il contratto, si firma. E attenzione: si incassa l'anticipo.

    Poi, ancora altri mesi dopo, ormai nel febbraio del 2020, il fulmine a ciel sereno. La persona che aveva seguito con amore l'edizione del libro ci telefona mortificata: l'editore, su istanza del "commerciale", recede dal contratto. Questo libro, per cui aveva lavorato, suggerito, gioito, contrattato e pagato, l'editore non lo vuole più. Mai accaduto niente di simile in trent'anni di libri. Allibiti, ammutoliti, addolorati per quella persona che era più allibita di noi (non poteva dirlo, ma nella voce si sentiva), abbiamo firmato il recesso.

    La soggezione storica dell'autore all'editore, benché assai attenuata dall'età e dalla carriera, mi ha tuttavia impedito di proclamare: l'anticipo però, signori, per questo anno e mezzo di tempo perduto, me lo tengo per me. Mi pareva già azzardo proporre la restituzione della sola metà: ma così ho fatto e non hanno battuto ciglio. Chiusa l'incresciosa vicenda, e quasi di certo anche il seguito del mio lavoro con quell'editore.

    Un giorno, mesi dopo, con Giulia ci siamo detti: ma tu conosci queste due splendide fanciulle di Camelozampa? Sì, e tu? Zac. Libro pubblicato. Libro venduto negli USA. Libro che ora parte per un bel viale di sorti magnifiche e progressive. Auguri, "Magari!"! Magari manderemo una copia a quel primo editore, senza rancore. Anzi due, italiana e americana. Anche gli editori sbagliano.
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    Giulia Orecchia Non parlerò delle illustrazioni dei Magari!, che sono raggianti e con quei raggi parlano da sole, e spingono più di metà della forza di questo libro, se alcuna ne avrà. Parlerò di Giulia.

    Si avvicinano i trent'anni della nostra amicizia e della nostra collaborazione. Abbiamo fatto tanti libri insieme. Alcuni come è nella prassi, commissionati a lei dall'editore sui miei testi: ma anche su quelli scrittore e illustratrice confabulavano fitti, e non accade sempre, e anzi accade di rado. Altri, come Il Ghiribizzo, fatti proprio insieme, soli io e lei: io (non l'editore) le mandavo i testi, lei disegnava, confabulavamo, e quando eravamo contenti presentavamo il lavoro fatto alla casa editrice, che doveva solo prendere o lasciare.

    E quante sere e cene intanto, fra un libro e l'altro, e chiacchiere di vita, di figli e vicende e lavori. Cara Giulia. E sei sempre più brava, con gli anni, lo dicono tutti: "Streghina dei colori Giulia Orecchia | Che più ha i capelli bianchi e meno invecchia". Eccoci giovani, nel 1994, quasi trent'anni e tanti libri fa, che nel suo studio discutiamo i disegni per Mal di pancia calabrone.



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    I "MAGARI!" AMERICANI


    Imagine! Nel febbraio del 2021 le Camelozampe mi scrivono felici: Angus Yuen-Killick, direttore della casa editrice indipendente Red Comet Press con sede a Brooklin, NY (qui su Facebook), che legge bene l'italiano, s'è innamorato del nostri Magari! e li vuole pubblicare negli States.

    Io felice, naturalmente, ma un po' perplesso. I miei pochi romanzi, che molti meno problemi porrebbero di traduzione, e forse molto a molti piacerebbero laggiù (soprattutto l'ultimo, Il Giardino dei Musi Eterni), ormai sono serenamente rassegnato: non escono dai patrii confini. Ed ecco che invece proprio i miei versi filastrocchi, dove l'Ala del Suono è così importante, così portante, e che dovranno attraversare un'ardua rischiosa alchimia di mutazione (di cui, come traduttore poetico a mia volta, a profusione altrove parlo): ebbene, eccoli che varcano l'oceano. Mah! E va bene, si parta.

    E si parte. A Denise Muir, traduttrice scozzese che già conoscevo e apprezzavo, viene affidato dall'editore americano il compito di condurre qualche prova di traduzione dei versi. Denise e io ci scriviamo, ragioniamo. Partendo proprio dalla parola "magari"!, che in inglese non ha una locuzione unica come in italiano: si dice "if only" in funzione di congiunzione ottativa ("Magari potessi venire anch'io!"), e "I wish!" come interiezione esclamativa ("Vieni anche tu?" - " Eh, magari!"). Denise propone di usare la parole "Imagine!", perché - dice - consente molte più possibilità di rima che "I wish!". E poi perché è forte, sognante, immaginaria. E poi, aggiungo io: c'è John Lennon che suona dietro, nascosto. Approvato a pieni voti: "Imagine!".
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    Ali armoniose di Senso e di Suono Denise mi manda la traduzione "rough" di alcune strofe, realizzata dai redattori della Red Comet Press come mero esempio, per saggiare i nostri orientamenti. Eccone una:
    Magari venisse con un aeroplano
    Un nostro ricchissimo zio americano
    Con sette bauli di soldi denari
    E ce li donasse... MAGARI!

    I wish a very rich uncle from the U.S.A
    came to us to say,
    "These 7 trunks full of gold
    are for you to keep and hold"... I WISH!

    Con Denise commentiamo che l'autore di questa traduzione grezza ha scelto di privilegiare il SENSO dei versi originali, tralasciando del tutto il SUONO. Denise conosce abbastanza l'italiano per apprezzare rime e ritmo delle mie quartine, e vorrebbe tentare tutt'altra via: cercare, se non l'aderenza, la massima approssimazione del SENSO ai versi italiani, compatibile con la massima efficacia del SUONO in inglese. Questo è esattamente il principio che ha orientato le mie cinque traduzioni da libri di versi inglesi, che in questa pagina del sito commento in forma approfondita. E non basta: si proponeva di cercare non solo la massima efficacia del Suono, ma anche la massima aderenza alla metrica dell'originale.

    Ed ecco la sua proposta per la quartina di cui sopra:
    If only rich uncles who knew how to fly
    Would carry us presents across the sky
    Buckets of coins stowed in the cabin
    Gold by the gallon... IMAGINE!

    Ecco il SENSO grezzo in italiano:
    Se solo zii ricchi che sanno volare
    Ci portassero doni attraverso il cielo
    Secchi di monete stivati in cabina
    Oro a galloni... IMMAGINA!

    Ed ecco il SUONO in inglese, nella lettura di Denise stessa (MP3, cliccare il link).


    *  *  *

    Un altro esempio. Ecco il "Magari!" originale:
    Magari spiegasse la nostra maestra
    Non sulla lavagna ma dalla finestra
    Il mondo che attende noi tutti scolari
    E noi lo impariamo... MAGARI!

    Ecco la traduzione di Denise:
    If only the world outside could be taught
    Not in the classroom - our teachers, they ought
    To open the window, show how things happen
    How much we'd fathom!... IMAGINE!

    Ecco una traduzione grezza del SENSO in italiano:
    Se il mondo là fuori si potesse insegnare
    Non nell'aula - i nostri insegnanti dovrebbero
    Aprire la finestra, mostrare come accadono le cose
    Quanto capiremmo (indovineremmo)!... IMMAGINA!

    Ed ecco il SUONO in inglese, letto da Denise.

    Bene, dopo aver letto e ascoltato, ho concluso: il SENSO, per il poco d'inglese che comprendo, rispetta il senso originale italiano abbastanza; cioè il tanto che basta per consentire di rispettare abbastanza il SUONO, addirittura in una metrica compatibile con quella dei versi originali. Quindi ci siamo, le due Ali di Senso e di Suono sembrano battere abbastanza in armonia. Vai avanti, Denise.
    Denise è andata avanti, ci siamo ancora confrontati, ha finito, e il libro dal marzo 2022 sarà nelle librerie USA.

    Dulcis in fundo, come ultimo regalo a chi ha resistito a leggere fin qui, ecco la lettura integrale dei 23 "Imagine!". Poco si capirà, con l'inglese forse molto scozzese di Denise: ma indiscutibilmente, suona bene,

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    QUATTRO ASSAGGI

    Quattro Magari! con la loro illustrazione, quattro tavole del libro. A mia scelta, e la scelta non è facile.

    Ne regaliamo quattro, con le lo loro tavole. In cambio chiediamo ai visitatori, se copiano e incollano e portano a casa o a scuola, un gesto di gentilezza e correttezza: citate sempre il libro e l'editore. Sotto la quartina presa in dono, scrivete sempre:
    Dal libro "MAGARI!" di Bruno Tognolini, Edizioni Camelozampa".




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    GLI AUDIO SEPARATI DEI 23 "MAGARI!"

    La sequenza completa e continua delle 23 quartine, coi loro cori a responsorio, è offerta in coda al libro con un QR-code. Per chi volesse sentire (e far sentire e dire insieme) una o più quartine precise, ecco i file MP3 staccati.

    1. Magari io desiderassi ogni giorno...
    2. Magari venisse con un aeroplano...
    3. Magari spiegasse la nostra maestra...
    4. Magari domani va meglio di oggi...
    5. Magari crescesse nel mio condominio...
    6. Magari scoppiasse nella Palestina...
    7. Magari gli eroi dei libri e dei film...
    8. Magari potessi lavarti la testa...
    9. Magari coi nostri animali fratelli...
    10. Magari nel prossimo mio compleanno...
    11. Magari pensate il domani da oggi...
    12. Magari mi spieghi perché mi hai lasciato...
    13. Magari nel nido della mia famiglia...
    14. Magari domani verrà zio Silvano...
    15. Magari con tutti i compagni che ho a fianco...
    16. Magari su Google trovassi un tesoro...
    17. Magari un bel giorno quella brutta faccia...
    18. Magari domani alla scuola di danza...
    19. Magari alla scuola di calcio domani...
    20. Magari faranno bambine e bambini...
    21. Magari coloro che chiudono i porti...
    22. Magari le cose cambiassero bene...
    23. Magari scendesse un Magari Costante...


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    Questa pagina è stata creata il 4 ottobre 2021 e aggiornata l'ultima volta il 4 ottobre 2021


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