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TUTTI I LIBRI SONO ACQUISTABILI ONLINE PRESSO
1 . Angeli, lucertole, bambini dappertutto
2 . Salto nell'Ultramondo
3 . Sentieri di conchiglie
4 . Mal di pancia calabrone
5 . La sera che la sera non venne
6 . L'altalena che dondola sola
7 . Rimelandia
8 . Filastrocche e canzoni della Melevisione
9 . Lilim del tramonto
10 . Melevisione. Il Diario di Tonio Cartonio
11 . Rima rimani
12 . Mamma lingua
13 . Il Quinto Lupo
14 . Fuoco!
15 . Zio Mondo
16 . Leggimi forte
17 . Papà Famondo
18 . Gocce di voce
19 . Topo dopo topo
20 . Guance ciliegine
21 . Lunamoonda
22 . Maremé
23 . Tiritere
24 . Ciò che non lava l'acqua
25 . Cieli
26 . Rime di rabbia
27 . Cuoreparole
RIME D'OCCASIONE
Filastrocche per GIULIO CONIGLIO
Filastrocche DOLCETTO VERSETTO
Cinque piccole sceneggiature sull'energia
Tre racconti sulla pubblicità
Un racconto sulle orecchie e sui suoni
Un racconto sul Tempo e la Morte
Otto racconti sull'educazione stradale
Un racconto sulle superstizioni
Un racconto su bambini e tecnologia
Un racconto sull'omologazione della vita
Un racconto (non per bambini)
Un racconto sui desideri
Un racconto sui libri dei piccoli editori
Un racconto sul presepio
Una variante biotech della fiaba
Un racconto-monologo (non per bambini) Un nano-racconto sul pecorino sardo
Un racconto su un essere immaginario
Un racconto per ragazzi e giovani sull'amicizia
Tre racconti su tre siti minerari di Sardegna
MULTICLUB
LA MELEVISIONE
Canzoni e rime per il film
Rime e ragionamenti sulla Sardegna. Narrare con la voce. Angeli delle biblioteche La lingua dell'Eden e Le parole staminali Rime Fuorilegge. L'UCCELLO CON TRE ALI
Ho nuotato fino alla rima
Poesia con cinque ESSE
C'era ogni volta nei regni delle rime
La lingua salvata dai ragazzini
Paradosso Pinocchio: l'Automa amato cresce
Mastro Geppetto, o della responsabilià
I possibili contributi del teatro
Charlot e la locomotiva
Dura Madre Mediterranea
Antigone delle Città
Canti dei Castelli
Maestra Minestra
Il Quinto Lupo
L'Accalappiatopi
Fuoco!
L'altalena che dondola sola
Chisciotte Fenicottero
NIRVANA X-ROM
RIMELANDIA
SITO RAI BAMBINI
IMMACOLATO
LA PARTE DI ANTONIO
I LIMONI SONO FINITI
Racconti, 8-12 anni, FATATRAC, 1992
Copie vendute al 2009: 3651
Romanzo, 10-14 anni, GIUNTI, 1994 e 2007
Copie vendute al 2009: 19583
Racconti, 8-12 anni, FATATRAC, 1995
Copie vendute al 2009: 4678
Filastrocche, 4-6 anni, SALANI, 1995
Seconda edizione NORD-SUD, gennaio 2009
Copie vendute al 2009: 12961
Poemetto in ottave, 8-12 anni, FATATRAC, 1996
Copie vendute al 2009: 7181
Poemetto in ottave, 8-12 anni, FATATRAC, 1997
Copie vendute al 2009: 4534
con Roberto Piumini, Filastrocche interattive
Edizione Libro + CD Audio, edizione Libro + CD-ROM
6-12 anni, MONDADORI, 1997 - Seconda edizione 2004
Copie vendute dalle due edizioni: 16122
con MELA CECCHI, filastrocche, 4-6 anni, RAI.ERI, 1999
Copie vendute: (dati mancanti, mai forniti da RAI.ERI)
Romanzo per tutti, Prima edizione SALANI, 1999
Seconda edizione TEA, 2007
Copie vendute al 2009: 8753
con Mela Cecchi, Ianna Carioli, Martina Forti, Venceslao Cembalo.
Racconti a audiocassetta di canzoni, 4-8 anni, RAI.ERI, 2000
Copie vendute al 2005: 91360 (dati successivi mai forniti da RAI.ERI)
Filastrocche, 6-11 anni, SALANI-RAI.ERI, 2002
Copie vendute: (dati mancanti, mai forniti da RAI.ERI)
Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme
Illustrazioni di PIA VALENTINIS
Prima edizione: Cagliari, Comune di Cagliari e TUTTESTORIE, 2002
Seconda edizione: Milano, IL CASTORO e TUTTESTORIE, 2008
Copie vendute o donate dai comuni nell'edizione Tuttestorie: circa 12000
Copie vendute nell'edizione Il Castoro al 2009: 3325
Testo e percorso teatrale per le scuole, PANGEA, 2002
IL LIBRO NON È PIÙ REPERIBILE
Fiaba quasi vera in prosa e ottave
FATATRAC, ottobre 2003, illustrazioni di MARA CERRI
Copie vendute al 2007: 3437
Fiaba piccola per piccoli
GIUNTI, marzo 2005, illustrazioni di MAURO EVANGELISTA
Copie vendute al 2009: 13916
Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura
Con RITA VALENTINO MERLETTI, saggio, SALANI, 2006
Copie vendute al 2009: 9893
Racconto illustrato per i più piccoli
CARTHUSIA, 2006, illustrazioni di PIOTR SOCHA
Copie vendute al 2009: 1674
Sette poesie di sette poeti per le mamme e i neonati
S.Bordiglioni, C.Carminati, P.Formentini, R.Piumini, G.Quarenghi, G.Quarzo, B.Tognolini
FATATRAC, 2006, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Racconto poetico tratto, ricantato, e molto diversamente concluso,
dal poemetto "L'Accalappiatopi" di Marina Cvetaeva
FATATRAC, 2007, illustrazioni di OCTAVIA MONACO
Copie vendute al 2009: 2630
Racconto sulla timidezza
GIUNTI, 2007, illustrazioni di PIA VALENTINIS
Copie vendute al 2009: 5160
Romanzo per tutti, SALANI, aprile 2008
Vincitore del PREMIO ELSA MORANTE GIOVANI
Copie vendute al 2009: 3157
Versi di Bruno Tognolini sulle figure di Antonella Abbatiello - Albo illustrato
FATATRAC, maggio 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Copie vendute al 2009: 1614
Albo illustrato, filastrocche per bambini da 0 a 3 anni
FRANCO COSIMO PANINI, settembre 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Copie vendute al 2009: 3018
Dieci racconti sardi per i lettori adulti
ILISSO, ottobre 2008
Albo + DVD con racconto in voce di Bruno Tognolini
Ideato e curato da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione
Racconto di Bruno Tognolini, illustrazioni di SVJETLAN JUNAKOVIC,
esperto di Cieli LUCA MERCALLI. Edizione ARTEBAMBINI, Bazzano 2009
50 invettive per le rabbie di tutti i giorni
Prefazione di ANNA OLIVERIO FERRARIS, illustrazioni di GIULIA ORECCHIA
SALANI, marzo 2010 - Prima ristampa maggio 2010
Poesie di poeti bambini d'Italia commentate da Bruno Tognolini
A cura di PAOLA BRODOLONI e BRUNO TOGNOLINI
Illustrazioni di PAOLO D'ALTAN
MONDADORI, maggio 2010
Presentazione degli scritti d'occasione
Rime
Una sessantina di filastrocche scritte per diverse occasioni,
in tali occasioni con profitto utilizzate dai committenti e dai loro lettori,
ma utili e disponibili e libere e gratuite per altri lettori e altre circostanze.
Scritte per la rivista mensile per i più piccoli diretta da Nicoletta Costa.
Modena, GIULIO COSIMO PANINI EDITORE, dall'aprile 2006
Scritte per una linea di merendine anti-obesità della COOP
COOP Italia, marzo 2010
Racconti
Per un'iniziativa di informazione scientifica della SNAM nelle scuole, 1994.
Per l'agenzia pubblicitaria di un amico, 1994.
Per due amici attori che facevano letture in biblioteca, 1996.
Per una festa delle Banche del Tempo a Bologna, 1998.
Per un kit distribuito da FIAT Scuola in diecimila scuole d'Italia, 1999.
Per il mensile per bambini "Ciao Amici", numero di giugno 2001.
Per l'inserto "Specchio" del quotidiano LA STAMPA del 10 novembre 2001.
Per il libro di AA.VV. "Diversi e uguali", I colori del mondo,
Provincia di Siena, 2002.
sulla vita dei minatori sardi
Per il libro di AA.VV. "Sonos 'e memoria", a cura di G.Cabiddu, 2003
(il libro verrà edito nel 2009).
dei meninos de rua di San Paolo
Per il libro di AA.VV. "Io vorrei...", Edizioni Condè Nast, Milano, 2004.
Per l'Associazione Librai Italiani, uscito sul quotidiano "La Nuova Sardegna", aprile 2004.
Inedito, novembre 2004 (scritto per il mensile "Ciao amici" e non pubblicato).
"Il brutto anatroccolo"
Per una pubblicazione del Festival "UNA CITTÀ PER GIOCO", a cura
della Coop. Tangram, Teatro Città Murata e Comune di Vimercate, aprile 2005.
su Maria e Giuliana Lai
Scritto come "Capitolo" aggiuntivo dello spettacolo "TELAI" di Laura Curino,
per la rappresentazione tenuta al Festival "L'Isola delle Storie", Gavoi, luglio 2005.
Per il progetto-kit sugli alimenti tradizionali "Che gusto c'è",
Giunti Progetti Educativi, settembre 2005.
della tradizione sarda
Per il libro di AA.VV. "Adottamostri", edito
dal Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari,
a cura di Teresa Porcella, maggio 2006.
Per il libro di AA.VV. "Doppio misto", edito
dal Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari,
a cura di Teresa Porcella, ottobre 2007.
Per la guida turistica per ragazzi "In un regno lontano lontano",
edito dall'Assessorato al Turismo della Regione Sardegna
e dalla Cooperativa Tuttestorie, luglio 2008.
L'ALBERO AZZURRO
Una piccola scelta di scalette e palinsesti dei temi
dal programma TV per bambini di RAIUNO e RAIDUE, 1990-1994.
Una scelta di scene scritte nel '97 e '98
per il programma TV per bambini di RaiSat2
Scalette, copioni, progetti, filastrocche e canzoni
dal programma di RAITRE per i più piccoli.
Testi per documentari
Quattro documentari "poetici" sulla Sardegna,
per la regia di Gianfranco Cabiddu
"La Gabbianella e il Gatto"
I testi italiani delle canzoni di David Rhodes
e le filastrocche usate nel film di Enzo D'Alò
Dalle tue mani dovrai difendermi con le tue mani.
Una riflessione sui libri per bambini portatori di valori e di voleri,
tratta al libro "MONDO FA RIMA CON NOI. I diritti di bambini e ragazzi
per parole e immagini", a cura di Valter Baruzzi e Lucia Tringali,
Editrice La Mandragora, 2008
Una filastrocca per le elezioni regionali sarde del febbraio 2009,
una lettera a Renato Soru dopo di esse,
tre articoli pubblicati nel sito Corona de Logu
Breve storia della narrazione orale dalle origini a oggi
pubblicata sull'ENCICLOPEDIA TRECCANI RAGAZZI, marzo 2005
Un piccolo saggio sulle biblioteche viste da uno scrittore ramingo
pubblicato sulla rivista SFOGLIALIBRO, aprile 2008.
Due articoli pubblicati sulla pagina culturale del sabato
de "L'Unione Sarda" nel gennaio 2007.
Intervista pubblicata in versione ridotta sul numero di marzo 2006
della rivista FUORILEGGE, e in versione integrale sul suo sito.
Il Suono, il Senso, la Bellezza.
Saggio sulle filastrocche e il loro uso nelle scuole, pubblicato
in quattro parti sulla rivista "SCUOLA DELL'INFANZIA", Giunti, 2005-2006.
Riflessioni sull'allenamento di un rimatore,
pubblicate in "Parole senza fretta", a cura di R.Morani,
Franco Angeli e IRRSAE Lazio, Milano, 2002
Le segrete alchimie del fare poesia:
il SENSO, il SUONO, il SEGNO, il SOGNO e la SORTE
Articolo pubblicato sulla rivista "SCUOLA E INFANZIA",
Giunti Scuola, n.3, luglio 2003
Lingue regionali e lingua italiana
si scontrano in prosa e si abbracciano in versi
Traccia di un intervento tenuto in un convegno in Sardegna
Un articolo apparso il 28 gennaio 2001 su "NOI GENITORI & FIGLI",
supplemento de "L'Avvenire"
Articolo del
"Dossier Automi e robot", pubblicato sul sito di Treccani Scuola.
Responsabilità personale degli autori
dentro i sistemi di produzione di senso
Traccia di un intervento tenuto in varie conferenze
nel futuro dei nuovi media
Un articolo inedito
Un articolo sulla "autorialità" nei multimedia
Presentazione dei lavori teatrali
Teatro Settimo, laboratorio teatrale, Montalcino,'89
Testi drammatici e materiali drammaturgici
Commemorazione teatrale della Strage di Bologna, '91-'92
Testi drammatici e materiali drammaturgici
Cinque fiabe teatrali per i Castelli Trentini, '92-'94
Testi drammatici depositati
Fiaba teatrale e cuciniera per i più piccoli, '88
Con una versione "amatoriale"per messe in scena di alunni e genitori.
Racconti, resoconti e testi dalla messa in scena
di uno spettacolo con una quinta elementare, 2001
Spettacolo teatrale per bambini dall'omonimo poema di M.Cvetaeva
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2003
Spettacolo teatrale per bambini tratto dall'omonimo libro di B.Tognolini,
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2004
Spettacolo teatrale per bambini tratto dall'omonimo libro di B.Tognolini,
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2005
Spettacolo teatrale di strada, Secondo festival letterario della Sardegna,
Gavoi, luglio 2005. Produzione Cada Die Teatro (Cagliari)
ALBERO AZZURRO CD-i
Sceneggiatura del CD-i (un precursore del CD-rom), 1994
scaricabile in formato Word DOC (400 KB!)
Sceneggiatura integrale e Tavola delle Soluzioni
del CD-rom tratto dal film di G.Salvatores, 1996
Sceneggiatura e testi del CD-rom di filastrocche
per bambini scritte con Roberto Piumini, 1997
Un "canale" di Junior, il sito per bambini della RAI.
Progettato con Mela Cecchi, nel 2001
scritte da amici che trovano bello e utile esporle qui,
e che io trovo belle e utili.
Racconto di VENCESLAO CEMBALO
Racconto di VENCESLAO CEMBALO
Romanzo di VENCESLAO CEMBALO
PANGEA, 2002
Questo sito è stato scritto e costruito da me stesso in lunghe notti di lunghi anni, dal '97, nel linguaggio amanuense dell'HTML, con qualche penna tecnologica all'inizio, qualche editor HTML, ma oggi ormai per lo più a mano libera. Non ha mai smesso d'essere aggiornato con notizie e scorci e approfondimenti delle nuove opere che il tempo mi porta. È un sito spartano, senza animazioni e form e applets e flash e java, solo testi: perché è il sito fatto a mano da un dilettante, e perché è il sito di lavoro di uno scrittore. Per contro infatti è sovrabbondante di testi.
Dall'iniziale faccia un po' narcisa della "Personal Home Page" - allora di moda fra i pionieri del web e oggi credo sostituita del tutto dal "blog" - questo sito con gli anni ha mutato forma e funzione per diventare sempre più una risorsa di lavoro. È fonte di informazioni, materiali, note biografiche e bibliografiche, schede descrittive di incontri e conferenze, presentazioni e approfondimenti e ampi stralci di libri editi, articoli e saggi integrali, opere inedite, testi teatrali, sceneggiature interattive, curriculum, foto, contatti (Libro degli Ospiti) etc. Queste risorse sono oggi utilizzate con una certa intensità (circa 100 visite al giorno) principalmente per tre scopi:
Quando parlo coi bambini nelle scuole e mi chiedono quando e come si diventa scrittori rispondo così: si diventa scrittori in due passi, due volte.
Si comincia a diventar scrittori la prima volta che si scrive qualcosa che non ti ha chiesto nessuno: né la maestra, né nessun altro grande, né un amico. Se uno scrive qualcosa che gli è venuto in mente di scrivere ber bizza o bellezza, lui è già quasi scrittore. Gli manca solo una cosa importante: i lettori. Lettori veri, però, non i suoi famigliari o gli amici. I lettori veri sono i lettori sconosciuti. E dove si trovano i lettori sconosciuti? Nelle librerie.
Si finisce di diventare scrittori, col secondo passo, non appena quella cosa che si è scritta senza che nessuno ce la chiedesse diventa un libro che i lettori veri possono comprare nelle librerie.
Per ciò che mi riguarda, io colloco la prima di queste due tappe intorno al 1960, ai nove anni, appena un anno dopo l'età dell'oro, quando scrissi senza che alcuno me lo chiedesse una filastrocca poverella ma ben ritmata su fiori e aprile e colori, che il maestro di quarta elementare Professor Cammellini di Cagliari grandemente mi lodò e complimentò. Devo forse più di quando non sappia a quelle lodi pubbliche al cospetto della classe, ma dovevo ancora aspettare trentadue anni perché arrivasse la mia seconda tappa, la pubblicazione del libro di racconti "Angeli, lucertole, bambini dappertutto" nel 1992, con la Fatatrac, editore che da allora non ho mai abbandonato.
Non è questo il luogo delle note biografiche, che altrove sono sintetizzate in forme più esatte. Ma per finire questa presentazione, questa Accoglienza nel sito del mio lavoro, tra quella prima e quella seconda tappa del divenire scrittore, nell'oceano fra quelle due sponde lontanissime, voglio citare solo due cose. La prima è una rotta: la via tracciata da dieci anni di furiose e floride scritture per il teatro, di cui lascio ad altre pagine il racconto. E la seconda è appena un'isola, apparsa sul declinare di quella rotta, un presagio piccolo e illustre e forse per me fatale. Nel luglio del 1986, in risposta a tre piccole fiabe che le avevo spedito (che non ricordo e temo di aver perso) Natalia Ginzburg inaspettatamente mi rispose, scrivendo così:
"Non saprei che dirti se non di continuare a scrivere". Allora non lo sapevo ma avrei seguito quel consiglio. Dovevo aspettare ancora sei anni prima che la scrittura, con l'Albero Azzurro alla RAI, divenisse un lavoro che dà, oltre che sogno e conoscenza, anche da vivere. Da allora infatti ho la fortuna di vivere di quello che scrivo, e la ulteriore smisurata fortuna di scrivere quello che voglio: storie e rime. Su mezzi diversi, sulla carta dei libri o sullo schermo della televisione, sui legni del teatro o sui bites dei nuovi media, ma storie e rime: non magazines o talk show o giochi a premi, non libri informativi o educativi per le scuole, non slogan o campagne. E per chi voglio: per i libri e il teatro e il cinema e la TV della RAI; non per Mediaset o la pubblicità.
"Finché dura", mi vien sempre da dire a questo punto, più per senso della misura che per scaramanzia. E per senso e misura del proprio destino, del rapporto fra ciò che ci si aspettava e ciò che si è avuto, mi vien da concludere che se pure finisse oggi, è stato già tanto.
Resta da dire di questo sito, brevemente, la questione delle opere edite e inedite pubblicate "online". Non sono un fautore del "copy right free", perché vivo del mio lavoro: così come un falegname non regalerebbe ai passanti, o non oltre misura, le sedie che fabbrica. Per questo motivo dei libri editi è pubblicato in questo sito quanto basta per un uso simile a quello che se ne fa in libreria: leggerne, in piedi e di passaggio, il tanto che basta per capire se acquisteremo quel libro oppure no. Se sì, è subito disponibile un link al sito Internet Bookshop, dove il libro, volendo, si può ordinare.
I rischi di pubblicare in rete materiali inediti (testi teatrali, sceneggiature di opere interattive, articoli, progetti, varie d'occasione) si affronteranno invece in altri modi: con stralci, scorci e tagli. O con un'alzata di spalle. O infine con la fiducia - non del tutto candida - che nessuno ne abuserà. Sono sempre stato convinto che appropriarsi delle idee altrui sia una sciocchezza: quand'anche si riesca a farle passare per nostre, cosa faremo quando ce ne chiederanno altre simili? Se rubi un'idea, avrai solo quella: se invece hai un buon rapporto con l'ideatore...
UOMINI E PROFETI è uno dei gioielli di Radio Tre, un luminoso spazio di parola dove rabbini, imam, frati serafici e prelati animosi, storici e pastori e teologi e mistici mi hanno personalmente guidato per anni a "guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo". Anche, o forse soprattutto per un non credente, è una finestra aperta sul reame sconfinato dello spirito, quanto mai benedetta in un momento in cui gli uomini, torvi saracini e civilissimi europei, stanno di nuovo armando i loro dei come rozzi burattini da guerra.
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Per i lettori affezionati di LILIM DEL TRAMONTO, e per tutti.
Chi possa e voglia - ascoltando in streaming o scaricando due file audio MP3 di circa 5 MB ciascuno - potrà sentire Gabriella Caramore parlare del romanzo LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore Danilo De Girolamo leggerne due brani scelti. Il contributo è andato in onda nella puntata di sabato 26 dicembre 2009 del programma di Radio Tre UOMINI E PROFETI.
Gabriella Caramore, curatrice e conduttrice del programma, è sempre stata ai miei occhi un esempio, ai miei orecchi la sua voce profonda e colta, sorprendentemente serena e vasta, un conforto. Bene: un giorno, lo scorso settembre, in coda a una sua conferenza al festival di poesia di Seneghe, ho preso il coraggio a due mani e ho affrontato la molesta figura, che per quanto posso evito, dello scrittore che somministra un suo libro: le ho messo nelle mani LILIM DEL TRAMONTO, con tanto di dedica e numero di telefono. Una ragione c'era: la storia di Lilim deve qualcosa della sua luce a quella finestra sulle fedi e sul mondo, io volevo rispecchiarle uno scorcio delle visioni che può aver contribuito ad aprire, ed ero "quasi" certo che sarebbe stata apprezzato. Non del tutto sorpreso, ma molto felice, sono stato dunque quando Gabriella mi telefonò tempo dopo, facendomi le lodi del libro e dicendo che ne avrebbe parlato nel suo programma per Natale.
Sabato 26 dicembre Gabriella Caramore ci ha raccontato la sua lettura di LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore DaniloDe Girolamo ne ha letto due brani, scelti dalla Caramore stessa. Nel
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Libri e altre scritture
RIME DI RABBIA
Cinquanta invettive per le rabbie di tutti i giorni
SALANI, marzo 2010, prefazione di ANNA OLIVERIO FERRARIS, illustrazioni di GIULIA ORECCHIA
(dalla scheda destinata ai librai) Le invettive sono poesie che hanno sempre goduto nei millenni di superba salute. La rabbia è una delle emozioni primarie: se la gioia, l'amore, la tristezza hanno le loro poesie, perché la rabbia non dovrebbe averle? E la rabbia dei bambini cos'ha di diverso da quella dei grandi? È sempre sbagliata? Bisogna sempre solo reprimerla? Siamo sicuri?
Il nuovo libro di Tognolini propone cinquanta invettive per le grandi rabbie dei piccoli, e forse non solo dei piccoli. Sono poesie furiose, amare, spassose, dolenti e terribili. Poesie speciali che offrono ai bambini infuriati, per i loro buoni motivi di ogni giorno, "parole per dirlo". Parole poetiche e belle, perché magari, dicendola bene, la rabbia fiammeggia meglio e sfuma prima. Sono poesie da leggere per ridere, o per consolarsi, o per specchiarsi e condividere; e forse da copiare sul diario di un amico che ci ha offeso, su un bigliettino da inviare a un insolente. Poesie da usare quando servono, come quelle di "Mal di pancia calabrone". Solo che stavolta il calabrone si è infuriato...
Qui la pagina di RIME DI RABBIA, con presentazioni, recensioni, e una scelta di sei poesie.
Segni, parole, scienza ed altro per un gioco ad arte
Albo + DVD con racconto in voce di Bruno Tognolini, ideato e curato da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione
Racconto di Bruno Tognolini, illustrazioni di SVJETLAN JUNAKOVIC, esperto di Cieli LUCA MERCALLI.
Edizione ARTEBAMBINI, Bazzano 2009
Nella bella collana intitolata "Sogno di un'opera" le due curatrici Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione hanno chiesto ad autori e illustratori di chiara fama di "sognare intorno" a una delle opere custodite nel loro polo museale di Nervi. Questi sogni hanno preso la forma di una decina di librini preziosi, che portano le firme di Mario Lodi, Roberto Piumini, Francesco Altan, Sergio Staino, Neri Marcorè, Giorgio Scaramuzzino, Chiara Rapaccini, Emanuela Bussolati, e via su questo piano. A me, nel luglio del 2008, è stato chiesto di "sognare intorno" a una scultura in gesso della seconda metà dell'Ottocento, di Giulio Monteverde, intitolata "Il genio di Franklin" ed esposta in Galleria d'Arte Moderna. Stavolta però le curatrici volevano andare oltre la collana, darle respiro "realizzando album tematici in cui, accanto allo scrittore e all'illustratore, compaia anche una voce esperta in grado di proporre ai bambini aspetti più specialistici" legati alle opere d'arte. Dal Genio di Franklin, il folletto volante che ha catturato i fulmini, si è aperto il respiro a tutti gli altri Cieli, e in particolare ai cieli di una quindicina di quadri custoditi nei musei di Nervi. Il percorso storico artistico fra questi cieli pittorici sarebbe stato curato da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione, il racconto sul genietto dei fumini era mio compito, le illustrazioni le avrebbe realizzate Svjetlan Junakovic, e la "voce esperta" era quella di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana. Un metereologo che racconta come cambiano i cieli dei quadri: l'idea mi piaceva sempre di più. Mi son messo al lavoro sul mio racconto.
Qui la pagina di CIELI, con una trattazione più estesa della genesi del libro, una scelta di immagini, una bella recensione apparsa sulla rivista ANDERSEN, e la prima parte del racconto.
In cima
CIÒ CHE NON LAVA L'ACQUA
Dieci racconti sardi. Il mio primo libro per i lettori adulti
Nuoro, ILISSO, ottobre 2008
Dai segreti e dalle bugie dei bambini di Gavoi, raccolti nella seconda edizione del Festival "L'Isola delle Storie" nel 2005 (il cui tema era proprio "Segreti e bugie"), erano nati sei racconti, destinati a essere detti e fatti e trasformati in spettacolo in quel Festival da Laura Curino. Due anni dopo, nell'estate del 2007, li ho ripresi in mano, allargati e approfonditi, e in pratica riscritti ex novo (tranne uno): così è nato il mio primo libro di racconti per i lettori adulti: "Ciò che non lava l'acqua". Il desiderio e l'azzardo di varcare ancora un mare e metter mano a una narrazione "adulta", senza però rinunciare alla perizia speciale, alla tastiera colorita dello scrittore per bambini; il desiderio - il "longing", come dicono gli inglesi con bellissima parola - per l'isola in cui sono nato e da cui ancora starò lontano, come consiglia Kavafis per la sua Itaca; il desiderio e la partita aperta che ogni migrante intrattiene con la sua cultura d'origine, la questione della fantomatica identità "sarda", di cui ho detto tutto ciò che so, con maliziosa serietà, nel mio contributo al bel libro curato da Giulio Angioni "Carta de logu. Scrittori sardi allo specchio" (Cagliari, CUEC, 2007); e poi semplicemente il desiderio di raccontare ancora, di far vivere ancora e meglio, in terre più spaziose e ventose, quei racconti nati dalle "fàulas" dei bambini di Gavoi ("fàulas" in sardo vuol dire "bugie", ma con qualche robusta e vistosa radice anche "favole").
Ecco gli affluenti che hanno raccolto le loro acque per formare questo libro di racconti.
Qui la pagina di CIÒ CHE NON LAVA L'ACQUA, con una presentazione più approfondita, notizie sul cammino editoriale e il primo dei dieci racconti.
Albo illustrato, filastrocche per bambini da 0 a 3 anni
FRANCO COSIMO PANINI, settembre 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Da Antonella Vincenzi, direttrice editoriale di Panini Ragazzi, mi arrivò nel settembre 2007 una lettera che mi invitava a partecipare a un progetto editoriale ambizioso e affettuoso: una collana di piccoli libri illustrati curatissimi, intitolata "Zerotre", per bambini da zero a tre anni. A me si chiedevano una quindicina di filastrocche, a mio totale piacimento ma adeguate a quell'età. L'illustratrice che doveva affiancarmi era Antonella Abbatiello, e ne ero felice (poco dopo sarebbe partito con lei anche il progetto di Maremè). Emanuela Bussolati, altro grande nome che avevo imparato a conoscere e stimare nell'ultimo anno di collaborazione alla rivista della Panini "Giulio Coniglio", curava il progetto dell'intera collana e la "regia" di ogni suo libro. Ma c'era un dubbio: dopo aver scritto per dieci anni mezzo migliaio di filastrocche per bambini assai più grandi, davvero mi sentivo in grado di sprofondare così "giù di fascia d'età"? Il dubbio è durato poco: proprio grazie a quelle 500 filastrocche, in realtà, mi sentivo la mano abbastanza sicura da rischiare la semplicità. Quella semplicità che viene dopo le infiorescenze della complessità, e che ne è frutto. Mi son tenuto stretto a punti fermi, pietre affioranti per traversare il fiume: l'obbligo assoluto di inserire nel flusso di rime, a cadenze fitte e regolari, spunti, oggetti, forme, nomi che richiamino qualcosa di ben noto alle orecchie di un bambino molto piccolo; di inserire sequenze corporee, occasioni per mani giocose e affettuose di mamma che enumerano ed esplorano a ritmo coi versi il corpo del bambino; di inserire strutture seriali, ripetitive e cicliche, che aiutano il bambino a prevedere, confermare e fissare. E ancorandole fra queste pietre ferme, ho azzardato di far sventolare a tratti vele e bandiere, metafore e impennate, perché la mente del bambino piccolo, pur non comprendendo, si levi per un istante solo e guardi in su.
Qui la pagina di TIRITERE, con presentazione più ampia e tutte le tavole del libro
Versi sulle figure di Antonella Abbatiello - Albo illustrato
FATATRAC, maggio 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Maremè nasce dall'incontro con Antonella Abbatiello, e da un esperimento, un gioco d'arte intrecciato con lei. Il libro doveva essere uno dei molti che Antonella imprende ed esplora, nato e fatto da lei: una sequenza incantata di visioni di mare dai colori liquidi e intensi, commentati da brevi e semplici versi, che lei stessa aveva scritto – precisava nel mostrarmelo – come sostegno provvisorio, a titolo di mera didascalia. Suonava come un invito, e a me non serviva altro: sfogliando quelle immagini e leggendo quelle parole avevo subito cominciato a chiedermi quali mai altre potessero meglio occupare il posto fortunato in calce a quelle visioni. Insomma fummo subito d'accordo e mi misi al lavoro. Dovevo fare ciò che fanno di solito gli illustratori, ma stavolta a rovescio: scrutare le immagini e trovare fra le proprie parole le più adatte per affiancarle e completarle. Per "illustrarle". È nato un libro che narra una storia diversa – ma in fondo non tanto – rispetto a quella che le parole di Antonella avevano tracciato: una storia di sguardo, di specchio fra immensità e piccolezza, fra immenso mare e piccolo io; e poiché il piccolo che fronteggia il grande tende ad esso, una storia di crescita.
Il libro è stato proposto alla Fatatrac: a Nicoletta Codignola, che apprezza e pubblica i due autori separatamente da molti anni, e che è stata ben felice di averci insieme.
Qui la pagina di MAREMÈ, con presentazione più ampia e quattro tavole dal libro
Racconto sulla timidezza
GIUNTI, maggio 2007, illustrazioni di PIA VALENTINIS
Nella primavera del 2007 Elisa Prati progettò e propose alla Giunti una nuova collana a tema sulle emozioni. Diverse emozioni furono affidate a diversi autori, e a me venne proposta la timidezza. Felicissimo della compagnia di Pia Valentinis, mia vecchia amica e compagna di belle prove, scrissi e consegnai questo racconto. Avevo conosciuto da poco Mino Milani ed ero del suo viso e della sua persona così entusiasta che volli azzardare un omaggio inusuale: un racconto fantastico per bambini che accoglie come personaggio uno scrittore per bambini vero e vivente.
La collana progettata, per volontà dell'editore, andò poi a monte prima di nascere, ma il libro piacque e fu pubblicato in un'altra collana.
A questo link il solito assaggio di testo e figure.
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TOPO DOPO TOPO
Racconto poetico tratto, ricantato, e molto diversamente concluso, dal poemetto "L'Accalappiatopi" di Marina Cvetaeva
FATATRAC, aprile 2007, illustrazioni di OCTAVIA MONACO
A fine estate 2006 ho proposto alla Fatatrac una riscrittura letteraria di un mio testo teatrale per bambini, tratto dal poema "L'accalappiatopi" di Marina Cvetaeva, e messo in scena da "La Corte Ospitale di Rubiera" alla fine del 2003. Lo spettacolo aveva fatto la sua vita, girando in tourneé per diversi anni, e non era più in circuito. Ma a me dispiaceva che il profluvio di versi (ottave e filastrocche e rap) scritti per emulare quelli della poetessa russa, che i traduttori assicuravano essere scatenati e zampillanti, andasse perduto; e che perduta andasse la bella storia che era scaturita dalla necessità di contrastare la vicenda dal finale crudelissimo narrata dalla Cvetaeva.
Ne ho fatto un libro. I versi son rimasti tali e quali. L'introduzione di una voce narrante ha operato la magia di trasformare il "teatrale" in "letterario", coprendo i vuoti delle didascalie e delle azioni. L'aggiunta di una sorta di epilogo didascalico, dove si racconta delle molte versioni di questa "storia vera", e del significato che può avere narrare e rinarrare una storia "importante" per gli uomini, completa il libro.
Che è piaciuto all'editore, ed eccone qui un assaggio.
Qui una Scheda delle Fonti, un excursus su altri modi e forme in cui la leggenda di Hamelin è stata narrata in altri tempi. Questi materiali sono parte della documentazione personale che ho raccolto per scrivere il libro, e vengono messi a disposizione di insegnanti e classi che vogliano fare un lavoro di ricerca e lettura approfondita.
Qui una breve Nota di presentazione del libro al Premio Penne, nell'ottobre del 2007.
Qui una buona documentazione dello spettacolo teatrale "L'Accalappiatopi", da cui il libro è (molto fedelmente) tratto: il TESTO INTERGRALE e un corredo di NOTE DRAMMATURGICHE sulla fiaba originaria, sulla versione della Cvetaeva, sulla mia versione e sulla versione scenica di Franco Brambilla.
E qui infine una presentazione e un assaggio del libro.
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PAPÀ FAMONDO
Libro a fisarmonica di grande formato, racconto illustrato sul papà
CARTHUSIA, novembre 2006, illustrazioni di PIOTR SOCHA
Senz'altro il libro più piccolo e più grande che io abbia pubblicato finora. Il testo più piccolo: un raccontino sulla figura del papà in sedici brevi stanze di due o tre righe ciascuna (un papà, bravo a fare le cose del mondo con le sue abili mani, un giorno si mette in testa di fare un figlio...). E la veste editoriale più grande: un libro "a fisarmonica" di grande formato (25x38), in sedici pagine cartonate e plastificate, con illustrazioni a tutta pagina che, a libro aperto e posato in terra, formano uno scenario continuo di due metri, che gira intorno.
Il libro, inventato e progettato da Carthusia Edizioni, è il terzo di una giovane collana di grandi libri scenografici per i più piccoli intitolata "Il circolo delle storie". I primi due sono scritti da Sabina Colloredo, con illustrazioni di Patrizia La Porta, e Roberto Piumini, con illustrazioni di Mara Cerri.
Qui una breve presentazione, la copertina, altre due tavole di illustrazione e un assaggio del testo.
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LEGGIMI FORTE
Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura
Saggio scritto con RITA VALENTINO MERLETTI. SALANI, Milano, maggio 2006
Un saggio e un racconto, scritto con grande passione e amicizia con Rita Valentino Merletti in un lungo cammino di confronti. In ogni suo capitolo un argomento è affrontato in tre passi. Il primo passo sono i Racconti: uno scrittore per bambini, che in questo caso scrive come lettore, narra e commenta la sua esperienza di dieci anni di letture alla figlia. Il secondo sono le Riflessioni: una studiosa di letteratura per l'infanzia amplia quell'esperienza a termini più generali, che riguardino tutti, e la approfondisce a livelli più rigorosi. Il terzo passo sono le Suggestioni: brani da libri, racconti e rime e saggi, proposti come esempi, divertimenti e sostegni alle Riflessioni; e talvolta come materia prima già pronta per la lettura ai bambini.
Qui una breve scheda di presentazzione, la copertina, la raccomandazione iniziale degli autori, i titoli dei capitoli.
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ZIO MONDO
Fiaba piccola per piccoli, Giunti Kids, Firenze, marzo 2005, illustrazioni di MAURO EVANGELISTA
Chiara Bettazzi e Camilla giunti, di Giunti Ragazzi, mi hanno chiesto nel settembre 2004 di aprire con una mia storia la nuova collana "Bollicine", librini per bambini molto piccoli (nella quarta di copertina è indicato "dai 4 anni"). Da tempo mi ripromettevo di visitare questi minuscoli regni intensi, finora mai frequentati: i libri piccoli, con molta figura e poca scrittura in ogni pagina, dovrebbero mettere in quella poca scrittura una cura inversamente proporzionale, cura e intensità doppia e tripla, e purtroppo non sempre accade.
Ma anche un'altra prova mi sorrideva: quella di parlare, per la prima volta dopo trent'anni dalla partenza dalla Sardegna, proprio della mia isola, e d'azzardarmi a pronunciare (scrivere) addirittura qualche parola della sua lingua. Per questo timido approccio alla Dura Madre ho scelto cinque parole dolci e forti, radicate nella inamovibile proprietà dell'infanzia: nomi di insetti e bestiole, pronunciati da bambino nei giochi e nelle cacce, nelle conte e negli scherzi. Mi incuriosiva anche la mite sperimentazione linguistica di scoprire come suonassero questi nomi alle orecchie dei "continentali". La risposta è arrivata subito: Chiara Bettazzi e Camilla Giunti mi hanno chiesto se fossero nomi inventati o sardi. Se dubitavano, evidentemente, in essi qualcosa anche per chi non li ha mai sentiti in vita sua suona "vero": che cosa? Dopo una breve consultazione, abbiamo deciso di non aggiungere alcuna nota che segnalasse che quei cinque personaggi avevano veri nomi sardi doc, e lasciare che nelle aule linguistiche intime di ciascuno echegiassero in modi diversi. Ed ecco infatti, un ignoto recensore (forse Pino Assandri) a pag. 46 di "PEPEVERDE" n. 23/2005, dice che "l'autore (...) sceglie parole evocative e dotate di echi e sonorità, come quando si diverte a inventare buffi nomi sardi agli animali...". Visto? Le sperimentazioni sono tali se portano in luoghi inattesi. Io mi chiedevo se questi nomi potessero essere avvertiti come sardi "o" inventati, e invece eccoli avvertiti comne sardi "e" inventati.
La digressione linguistica, evidentemente, ci porterebbe lontano. Un giorno ci andremo, e intanto andiamo con Nietta (nome di una mia cara zia), in viaggio in questo Zio Mondo in cerca del Fiore Domani.
Nella sua pagina di presentazione, oltre ad alcune illustrazioni e l'incipit del racconto, si può leggere l'intervistache mi ha fatto SILVANA LOIERO a proposito di Zio Mondo e della narrazione letteraria per bambini molto piccoli, apparsa sull'inserto "Robinson" di "LA VITA SCOLASTICA", Giunti Editore, n. 17 del 15 maggio 2005.
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Filastrocche per GIULIO CONIGLIO
Rivista mensile per i più piccoli. Modena, GIULIO COSIMO PANINI EDITORE
Nel gennaio 2006 Antonella Vincenzi, direttrice editoriale di Panini Ragazzi, mi ha invitato a contribuire con le mie alle FILASTOCCHE DI NELLA COCINELLA, rubrica fissa della rivista bella e fortunata di Nicoletta Costa. Ho accettato con gioia e da allora mi avvicendo alla pagina delle filastrocche di Giulio Coniglio con Roberto Piumini, Giusi Quarenghi, Vivian Lamarque, Pietro Formentini, Chiara Carminati, Stefano Bordiglioli, in breve i più bravi rimatori della piazza.
Ecco quelle che ho scritto finora.
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L'ACCALAPPIATOPI
Spettacolo teatrale per bambini, tratto dall'omonimo poema di Marina Cvetaeva - Con Tony Contartese e Roberta Biagiarelli - Regia di Franco Brambilla - Produzione Corte Ospitale di Rubiera, novembre 2003.
Nel luglio del 2003 la vecchia gestione della compagnia teatrale La Corte Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia - con la presidenza di Anna Pozzi e e la direzione artistica di Franco Brambilla), mi ha fatto una proposta: tre testi teatrali da scrivere in tre anni, che il suo alacre centro avrebbe messo in scena con la regia di Franco Brambilla. Il progetto era intitolato "Fiabe d'autore", e nasceva "dalla scommessa di accostare il mondo dell'infanzia ad alcuni grandi autori 'per adulti' che, in alcune occasioni, hanno elaborato in forma di fiaba la loro poetica e la loro stessa concezione di vita"(dalla presentazione del progetto). La prima tappa era "L'Accalappiatopi" di Marina Cvetaeva. Per nostalgia del teatro, per curiosità di questa poetessa, per scrivere, ho accettato. Il primo scontro con la Cvetaeva è stato tragico: indignato come poche altre volte dalla forma e dal contenuto di quell'opera, volevo recedere dall'impegno. Poi la drammaturgia ha preso la sua via, il suo passo sornione che costeggia invece che assaltare, i suoi assaggi, la danza delle varianti, il lavorio delle fonti parallele...
Insomma, il testo è stato scritto nell'estate del 2003, consegnato in ottobre, messo in scena in novembre, e da quel punto in poi ha girato intensamente per l'Italia per qualche anno. Con la nuova gestione della compagnia e del centro, che non apprezzavo, ho preferito ritirare i permessi di rappresentazione de "L'Accalappiatopi" e di "Fuoco!" (vedi sotto). Le opere, quantunque il mercato paia dimostrare ovunque il contrario, non sono "prodotti". Possono assomigliarsi infinitamente, come poligoni e cerchi, ma non coincidere. Quell'opera era nata in un'impresa comune e concorde con Anna Pozzi e Franco Brambilla, non poteva passare alla gestione successiva come un set di fari.
Ecco una Scheda Approfondita che narra il suo persorso drammaturgico.
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FUOCO! - Il Libro
Fiaba quasi vera in prosa e ottave, Fatatrac, ottobre 2003, illustrazioni di MARA CERRI
Nel febbraio del 2003 ho ricevuto via mail questo scarno comunicato:
In ottave e in prosa teatrale, il Signor Celionati, maestro comico fabulatore, col muto aiuto di Bic, mimo e servo di scena, ci racconta l'incendio (vero!) che nel gennaio del 2003 ha distrutto il magazzino della Fatatrac. Ci mostra gli operai che riparano il tetto di quel magazzino, e le gocce di catrame acceso che cadono giù da un lucernaio. Ci descrive le lingue di fuoco che divampano, e i personaggi dei libri che, come animali di un bosco incendiato, decidono di cercar scampo volando via nella notte. Ma quei personaggi come vivranno, se non possono raccontare le loro storie? Cercheranno di parlare agli umani, ma senza più la carta in cui figurare nessuno li vede né li sente. Cercheranno di vivere nei sogni, sussurrando le loro storie negli orecchi di chi dorme: questo funziona, ma i sogni finiscono all'alba, e loro sono daccapo. Insomma, devono trovare il modo di tornare in carne ed ossa; e siccome "al caso nostro, / la carne è carta e le ossa sono inchiostro", ecco laggiù una tipografia...
Il libro è in libreria dal novembre 2003, con le incendiate e visionarie e bellissime illustrazioni di MARA CERRI. Qui darò, col permesso dell'editore, il solito ricco assaggio del testo.
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Ragionamenti sulle poesie per i bambini
A forza di scrivere filastrocche e poesie per bambini (cinquecento per la Melevisione e altre centinaia per libri e altre occasioni), accade spesso che mi venga chiesto di spiegare come si scrivono, come si leggono, come si scelgono, e insomma di affiancare al lavoro di chi fa (etimologicamente il "poeta") quello di chi riflette su come si fa. Ben consapevole dei due diversi mestieri, e senza alcun desiderio di cambiare il mio, mi sono messo al lavoro. Eccone alcuni frutti.
LA LINGUA DELL'EDEN e LE PAROLE STAMINALI
Due articoli pubblicati sulla pagina culturale del sabato de
"L'Unione Sarda" nel gennaio 2007.
BREVE SAGGIO SULLE FILASTROCCHE. La Rima, il Ritmo, il Senso, la Bellezza
Un breve saggio pubblicato in quattro puntate sulla rivista "La Vita Scolastica", GIUNTI SCUOLA, nei Dossier dei numneri 3/2005, 6/2005, 11/2006, 14/2006.
IL GIOCATTOLO POETICO
Relazione dell'intervento tenuto il 10 febbraio 2006 al convegno in omaggio a Gianni Rodari promosso dal Centro di documentazione "Gianni Rodari" di Pontedera.
RIME FUORILEGGE
Un'intervista pubblicata in versione ridotta sul numero di marzo 2006 della rivista FUORILEGGE, e in versione integrale sul suo sito www.fuorilegge.org.
UNDICI DOMANDE SU "MAMMALINGUA"
Un'intervista apparsa sul blog bambini.guidaconsumatore.com il 28 maggio 2008. Domande e risposte, parlando di "Mammalingua" affrontano altri scorci più ampi sulla scrittura delle rime e sulla scrittura per l'infanzia in generale.
Queste riflessioni si aggiungono ad altre passate, e altrove già segnalate:
Ho nuotato fino alla rima. Riflessioni sull'allenamento di un rimatore
Pubblicato in "Parole senza fretta", a cura di R.Morani, Franco Angeli e IRRSAE Lazio, Milano, 2002.
Comare Lingua, ovvero: C'era ogni volta nei regni delle rime. Lingue regionali e lingua italiana si scontrano in prosa e si abbracciano in versi
Traccia di un intervento tenuto in un convegno in Sardegna.
Poesia con cinque ESSE. Le segrete alchimie del fare poesia: il SENSO, il SUONO, il SEGNO, il SOGNO e la SORTE
Articolo pubblicato sulla rivista "SCUOLA E INFANZIA", Giunti Scuola, n.3, luglio 2003.
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Filastrocche
Mi capita spesso, nel corso d'incontri in giro per le città, di dire filastrocche scritte per la Melevisione o per altre occasioni. Dopo averle sentite alcuni mi chiedono dove si possono trovare: maestre per lavorarci coi loro bambini, mamme per tenerle a casa pronte all'uso, e altri. A tutti devo rispondere che non si possono trovare perchè da molti anni RAI e Giunti indugiano a pubblicare un "Libro di tutte le Rime del Fantabosco". E poiché mi pare iniquo, antieconomico e antiecologico che vi siano granai chiusi e fortificati mentre in giro c'è fame (e quanto combattiamo tutti perchè ci sia...), ecco una manciata delle filastrocche più richieste fra le cinquecento scritte per la Melevisione, più un pugno d'altre scritte per altre occasioni.
1. FILASTROCCA DELLA BATTAGLIA COL DRAGO
2. FILASTROCCA DELLE MAESTRE
3. FILASTROCCA DEI SEGRETI CHE PESANO
4. FILASTROCCA PER LA MORTE DEL NONNO
5. FILASTROCCA DEI MUTAMENTI
6. FILASTROCCA PER FARE PACE
7. FILASTROCCA DELLE DIFFERENZE (buffa)
8. FILASTROCCA DELLE DIFFERENZE (seria)
9. FILASTROCCA DEL BENVENUTO A CHI VIENE DA LONTANO
10. FILASTROCCA DELLE BUONE MANIERE A TAVOLA
11. FILASTROCCA DEL DIRITTO A IMPARARE
12. FILASTROCCA DELLE MAMME BALIE
13. FILASTROCCA DEL DIRITTO AL GIOCO
14. FILASTROCCA DEL MOSTRO NELLO SPECCHIO
15. FILASTROCCA DELLE STRADE DISSESTATE
16. FILASTROCCA DEL BAMBINO FUTURO
17. FILASTROCCA PER LE IMPRONTE DIGITALI DEI BAMBINI ROM
18. TIRITERA - DURUDURU PER LE ELEZIONI SARDE
19. FILASTROCCA PER GIANNI RODARI
20. COLONNINO DEL LUPO VESTITO DA NONNA
Qui, nel sito della Melevisione, una scelta di altre cento filastrocche scritte per quel programma.
E qui TUTTE LE ALTRE "FILASTROCCHE D'OCCASIONE".
FILASTROCCA DELLA BATTAGLIA COL DRAGO
Tu non guardarlo, fa' finta di niente
Quello è qualcosa di più di un serpente
Lui ti ha già visto, ora ti aspetta
Fagli vedere che non hai fretta
Guardati intorno nel tuo paesaggio
Il sole cala in un rosso tramonto
Cerca il colore del tuo coraggio
Finché nel cuore ti sentirai pronto
Quando saprai che se ora cominci
Non è per niente sicuro che vinci
Ma il sole brilla su prati verdi
Non è nemmeno sicuro che perdi
Quando saprai che dovunque tu vada
Troverai draghi sulla tua strada
E che quel drago si deve spostare
Perché per crescere devi passare
FILASTROCCA DELLE MAESTRE FILASTROCCA DEI SEGRETI CHE PESANO FILASTROCCA PER LA MORTE DEL NONNO
FILASTROCCA DEI MUTAMENTI
FILASTROCCA PER FARE PACE FILASTROCCA DELLE DIFFERENZE (buffa) FILASTROCCA DELLE DIFFERENZE (seria) FILASTROCCA DEL BENVENUTO A CHI VIENE DA LONTANO FILASTROCCA DELLE BUONE MANIERE A TAVOLA FILASTROCCA DEL DIRITTO A IMPARARE FILASTROCCA DELLE MAMME BALIE FILASTROCCA DEL DIRITTO AL GIOCO FILASTROCCA DEL IL MOSTRO NELLO SPECCHIO
FILASTROCCA DELLE STRADE DISSESTATE
FILASTROCCA DEL BAMBINO FUTURO
FILASTROCCA PER LE IMPRONTE DIGITALI DEI BAMBINI ROM
TIRITERA ELETTORALE SARDA
POESIA PER GIANNI RODARI
COLONNINO DEL LUPO VESTITO DA NONNA
Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
- Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
- Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, più su che si può
- Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? - Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te
Indice delle filastrocche
Ho nascosto quella cosa in fondo a me
Perché se non la vedo, lei non c'è
Non ne parlo per non essere più triste
Perché se non la dico, non esiste
Ma laggiù in fondo a me, nel buio denso
Anche se non la vedo, io ci penso
E lei beve quel buio come inchiostro
E cresce sempre più, diventa un mostro
Ma io so cosa ai mostri fa paura
Il sole, che taglia in due la notte scura
Apro la mia finestra a questo sole
Ed apro la mia bocca alle parole
Ne parlo con la mamma, con l'amico
Tu mi spaventi, mostro?... E io ti dico!
E tu ti sciogli in un po' di porcheria
Mi dài un ultimo morso, e fuggi via
Mi rimane una bella cicatrice
Dov'è scritto: mostro morde, uomo dice
Indice delle filastrocche
Scritta per la puntata speciale della Melevisione sulla morte
in onda il 18/04/07
Caro nonno, son passati tanti giorni
Ho aspettato e ho capito che non torni
Ti hanno messo come un seme in un bell'orto
Ho guardato e ho capito che sei morto
Vorrei farti ritornare, ma non posso
Nel mio cuore il dolore ha fatto un fosso
In quel fosso come un seme ti ho sepolto
E per innaffiarti bene ho pianto molto
È venuta primavera e sei fiorito
Quando il pianto dei miei occhi era finito
Ora è maggio e oramai non piango più
Nel giardino son fioriti i gigli blu
E io ancora non ti vedo, però ora so perché
Non ti vedo perché sei dentro di me
Indice delle filastrocche
"Aiuto, sto cambiando! – disse il ghiaccio,
Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!"
Ma il sole disse: "Calma i tuoi pensieri.
Il mondo cambia, sotto i raggi miei:
tu tieniti ben stretto a ciò che eri,
e lasciati scivolare in ciò che sei"
Quel ghiaccio diventò un fiume d'argento.
Non ebbe più paura di cambiare.
E un giorno disse: "Il sale che io sento
mi dice che sto diventando mare.
E mare sia, perché ho capito, adesso:
non cambio in qualcos'altro, ma in me stesso"
Indice delle filastrocche
Parlami, amico
Ascolta ciò che dico
Se non mi parli il cielo
Resta tagliato in due
E le parole amare, mie e tue
Poi diventano un mare
Che non sappiamo più attraversare
Ma se prima che tutto si rovini
Ci sediamo vicini
E ne parliamo insieme
Allora le parole sono un seme
Che poi diventa un albero
Che poi diventa un bosco
Dove mi riconosci, e io ti riconosco
E senti ciò che dico
Ci pensi, e se ti piace
Tu ritorni mio amico:
E questa qui è la pace
Indice delle filastrocche
Dice la mamma bianca:
- Arriva l'uomo nero vucumprà
Ti mangia e se ne va.
Dice la mamma nera:
- Arriva l'uomo bianco col gippone
Ti mangia in un boccone.
Fa la mamma italiana:
- Arriva l'albanese col cartello
Mangia te e tuo fratello.
Fa la mamma albanese:
- Arriva l'uomo bianco poliziotto
Ti mangia crudo e cotto.
Quanto a me, sono bianco
E ho amici colorati.
Ci sediamo di fianco
E mangiamo gelati
Indice delle filastrocche
Tu non sei come me: tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch'io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
E messi insieme sappiamo far di più
Tu non sei come me: son fortunato
Davvero ti son grato
Perché non siamo uguali:
Vuol dire che tutt'e due siamo speciali
Indice delle filastrocche
Amico sconosciuto
Sappi che qui fra noi sei il benvenuto
Tu vieni da lontano
Ecco la nostra mano
Hai viaggiato e sei stanco
C'è posto al nostro fianco
Questa è una terra amica
E noi ti aspettavamo, e siamo pronti
Abbiamo pane per la tua fatica
Abbiamo orecchie per i tuoi racconti
Indice delle filastrocche
Per la tavola ci sono buone norme
Non si sparge tutto il cibo in giro a caso
Non si legge, non si canta, non si dorme
Non si mettono le dita dentro il naso
Non si gioca con il pane e con la frutta
Non si beve col risucchio dal bicchiere
Non si corre, non si grida, non si rutta
Non si fanno rumorini col sedere
Indice delle filastrocche
Leone grande, ora insegnami a cacciare
Orso grande, dimmi dove trovi il miele
Corvo grande, come faccio per volare?
Ragno grande, come faccio le mie tele?
Genitori che mi avete messo al mondo
Donna grande, dimmi cosa posso farci
Uomo grande, io ti chiedo e ti domando
Di insegnarmi ciò che serve per restarci
Indice delle filastrocche
Sono una mamma balia, la seconda
Quella che viene dopo, ma che resta
Non mi porterà via vento né onda
Non mi farà sparire la tempesta
Fra noi scorre il legame più profondo
Fiume di latte, buio e sconosciuto
Non son la mamma che ti ha messo al mondo
Ma sono quella che ti ci ha tenuto
I nostri anni, a lettere di fiamma
Hanno scritto chi sei tu e chi sono io
Forse non sono la tua vera mamma
Ma tu sarai per sempre figlio mio
Indice delle filastrocche
Fammi giocare solo per gioco
Senza nient'altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l'inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco
Indice delle filastrocche
Scritta per la rivista di letteratura per l'infanzia Fuorilegge
Ora di uscire, una mattina di febbraio
Ultimo sguardo nello specchio in corridoio
Le squame nere sotto panni di bucato
Le zanne bianche ripiegate sul palato
Gli occhi scarlatti ben nascosti dagli occhiali
Avvoltolate nello zaino le due ali
Le cicatrici ricoperte da due sciarpe
Le zampe unghiute di cinghiale nelle scarpe
Sono a posto, irraggiungibile agli sguardi
"Ciao mamma, vado a scuola. A più tardi!"
Indice delle filastrocche
Scritta per la rivista di letteratura per l'infanzia Fuorilegge
Se fossi alto, se fossi alta
Se fossi d'aria come il gatto quando salta
Se sapessi questa pena quando passa
Se fossi magro, se fossi meno grassa
Se non avessi questi orribili capelli
Se fossi il vento che rimescola gli uccelli
Se fossi nei tuoi orecchi col suo fischio
Se fossi femmina, se fossi maschio
Se fossi un poco meno bestia di così
Se sapessi come mai mi trovo qui
Se fossi io, se fossi Dio
Se fossi te cosa faresti al posto mio
Se fossi, se fossi, che cosa vuoi che fossi...
Se fossi un fuoristrada con due specchietti rossi
Tirerei dritto sopra tutti questi fossi
Ma sono un passero
Povero me
E allora volo dritto dritto in braccio a te
Indice delle filastrocche
Scritta per la giornata nazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, promossa dalla Commissione parlamentare per l'infanzia. Roma, 20 novembre 2006, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani
Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l'orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci
Indice delle filastrocche
Scritta per un appello firmato da molti scrittori per bambini contro il disegno di legge del Ministero degli Interni che prevedeva il censimento dei campi rom con impronte digitali, luglio 2008
Il Ministro dell'Ordine
Ed i piccoli zingari
Con le impronte degli indici
Giocano a pari o dispari
Prima del gioco dicono
Ciascuno cosa mette
– Io metto le manine
– Io metto le manette
Indice delle filastrocche
Una tiritera (in sardo "duruduru") scritta in occasione delle elezioni regionali in Sardegna, febbraio 2009
Eccola, coi commenti dei lettori, sul sito di Renato Soru
Noi siamo piccoli, noi siamo sardi
Piccoli uomini che fanno lunghi sguardi
Passano i secoli, con piccoli passi
Noi siamo piccoli però non siamo bassi
Non siamo bassi perché in cuore siamo scalzi
Non ci mettiamo né tacchi né rialzi
Noi stiamo zitti
Guardiamo il mare
Secoli fitti che si vedono arrivare
Arrivano dal mare
I soliti Baroni
Arrivano dal mare i Presidenti ed i Padroni
I sardi sono piccoli
I grandi sono fessi
I nomi son diversi ma i Baroni son gli stessi
Arriva da lontano per dirci chi votare
È un Barone
Non si riesce a moderare
I sardi sono arcaici
Con sopracciglia folte
Per farcelo capire lui ritorna nove volte
Cannoni di sorrisi
Granate di parole
Se siamo piccoli, però, perché ci vuole?
Se siamo piccoli, però, di che ha paura?
Ha paura
Del mulo pelle scura
Ha paura
Dell’asino nascosto
Del cuore di quest’isola che sta in un altro posto
Di qualche spaccatura
Che sta nascendo altrove
Di qualche mulo che si sveglia e che si muove
Di qualche cosa che lo faccia moderare
Gli sappia fare guerra
Lo metta a piede in terra
Qualcosa che è lontana, che a Roma non si sente
Però quest’isola
È un altro continente…
Noi siamo piccoli
Col pepe nelle vene
Noi siamo piccoli però guardiamo bene
Si va a votare
Da chi farci comandare
Però c’è un modo strano di rispondere ai comandi
Noi siamo piccoli
Ma abbiamo gli occhi grandi
Guardate bene, sardi
Io guardo e miro
Guardate bene, sardi
Io guardo e spero
Se si può fare
Un presidente nero
Si può fare anche un presidente vero
Indice delle filastrocche
Per il progetto di Antonio Catalano "La Giostra delle Meraviglie – Omaggio a Gianni Rodari", gennaio 2010
A tua figlia dicevi fiabe ad alta voce
Anch'io a mia figlia leggevo ad alta voce
Ho studiato con tua figlia all'università
Il mio mestiere è diventato il tuo
C'è un fiume di padri e di figli, di rime e di fogli
C'è un giro di grandi stagioni, di madri e di mogli
C'è il rosso coraggio delle primavere
Le figlie son vere, le fiabe son finte
Ma tu non temere, le guerre che hai perso son vinte
C'è il rosso di foglie che cadono, qui nell'autunno
Nel tempo del sonno e del danno
Le foglie son vere, le figlie son molte
Le rime che lasci cadere
Son state raccolte
E ormai dureranno le estati della filastrocca
La gente ora sa che sapevi suonare
Suonare ci tocca
Ti abbiamo seguito, abbiamo accordato la rima
Le fiabe son vere, c'è un nuovo mestiere
Che non c'era prima
I poeti per bambini costruiscono giocattoli dell'anima
I poeti per bambini son Piccoli Zii per i figli di tutti
Contro i Grandi Fratelli ignoranti, meschini e corrotti
Tutti noi stamburanti di rima
Tutti noi musicanti di Brema
Noi poeti un po' gatti, un po' galli, un po' cani e somari
Camminiamo sulle strade aperte
Da Gianni Rodari
Indice delle filastrocche
Per "L'Unità", numero del 26 aprile 2010
Lupo pagliaccio, non hai ragione
Parli con bocca di televisione
Io te lo dico con parole mie
Non basta più che ci dici bugie
Naso lunghissimo, gambine corte
Non basta più che le dici più forte
Son canzonette logore e vecchie
Non ci si infilano più nelle orecchie
Invece che "della Liberazione"
Tu dici "festa della Libertà"
Sono puzzette di televisione
Sono trucchetti di pubblicità
Neanche i bambini che fanno la nanna
Credono al Lupo vestito da Nonna
Perché lo sanno che al loro risveglio
Finisce sempre "per mangiarti meglio"
Nasino finto, parole ladre
Ecco il padrone dipinto da padre
Apri sipario, chiudi sipario
Col fazzoletto da partigiano
Apri sipario, chiudi sipario
Con il braccetto in saluto romano
Apri sipario, chiudi sipario
Verde padano federalista
Apri sipario, chiudi sipario
Palazzo romano supercentralista
Prima padrone ricco e potente
Poi padre saggio costituente
Siamo bambini, è vero: cucù!
Ma lo sappiamo che sei sempre tu
Con bocca grande di televisione
Con naso lungo e lingua che inganna
Apri sipario, chiudi sipario
Lupo vestito da Nonna!
Indice delle filastrocche
Schede biografiche
FOTO
CURRICULUM DA COPIARE E INCOLLARE
Libro degli Ospiti
Andando via, se volete, potete lasciare un commento nel mio LIBRO DEGLI OSPITI.
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Ricerca nel sito
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La Melevisione
Schede di presentazione e materiali informativi
Progetto iniziale e SCALETTE e COPIONI
De "La Melevisione" si può leggere in questo sito una serie di materiali informativi (progetti, presentazioni, schede storiche, descrizioni della struttura, dei personaggi, degli ambienti, indice della "Bibbia" etc.) e una scelta di scalette e copioni dal 1999 al 2008: solo pochi per ogni annata, pochi assaggi, perché quei testi appartengono alla RAI e non possono essere pubblicati per intero; e solo i miei testi perché questo è il mio sito, ma ne esistono sette volte tanti scritti dagli altri sette autori.
UNDICESIMA EDIZIONE
Travagliata da un incerto futuro (vedi Gruppo Facebook "Salviamo il Fantabosco"), è in corso la undicesima edizione della Melevisione, che va in onda con programmazione discontinua, ripetuti cambiamenti d'orario fra le 16:30 e le (attuali) 15:30, frequentissime cancellazioni di messa in onda per vari motivi. Ciononostante anche quest'anno saranno scritte dagli autori e realizzate dagli studi 130 nuove puntate, che porteranno il totale a oltre 1700 puntate dal 18/01/99 al luglio 2010.
UN PO' DI STORIA
"La Melevisione", un programma televisivo per bambini in onda ogni giorno su RAITRE in orario pomeridiano, è conosciuta e amata dal suo pubblico, i bambini dai 4 agli 8 anni, ma anche - a quanto risulta - dai loro fratelli maggiori, mamme e babbi, nonni e zie.
È un'opera di lungo, lunghissimo respiro: dal gennaio 1999 al maggio 2009 saranno state scritte e girate, come ho detto, oltre 1500 puntate originali. Ma molte altre sono andate in onda nelle estati sottoforma di repliche.
È nata nel 1999 da un'idea di MELA CECCHI (autrice per undici anni de "L'Albero Azzurro") e mia. Dopo l'idea, però, si passa alla faticosa fabbricazione del mondo: nelle 100 puntate del primo anno i due autori (eccoli qui in una foto con Tonio Cartonio) hanno tracciato forme, confini, lingua, abitanti, leggi, usi e costumi di quel mondo.
Poiché tutto pareva andare molto bene, la RAI ci ha proposto per il secondo anno, 2000-2001, non più 100 ma 180 puntate. Erano troppe per due soli autori, da ogni punto di vista: saremmo stati troppo stanchi e troppo ricchi per scrivere bene. Al grido di "lavorare meno, lavorare tutti", abbiamo chiamato con noi IANNA CARIOLI, MARTINA FORTI e VENCESLAO CEMBALO (ed eccoli tutti e quattro: da sinistra Mela, Martina, Venceslao e Ianna).
Nel 2005 i cinque autori, stanchi e desiderosi di introdurre idee nuove, hanno chiamato altri due rinforzi: entrano nella squadra LUISA MATTIA (già autrice per un anno delle puntate di montaggio "Il Giornale del Fantabosco", in onda il sabato) e LORENZA CINGOLI (autrice per molti anni de "L'Albero Azzurro"). L'anno dopo, nel 2006, Mela Cecchi, antenata fondatrice, lascia la ciurma per felice stanchezza e ancor più felice desiderio di scrivere altre storie: dalla stessa porta entra LUCIA FRANCHITTI, già espertissima lettrice e redattrice dei nostri copioni da anni, negli studi RAI di Torino.
"VI ABBIAMO CRESCIUTI NOI" (la stessa storia, raccontata meglio)
Ecco la scheda storica che ho scritto per la cartella stampa del decimo compleanno di Melevisione.
Mela Cecchi chiamò al lavoro Bruno Tognolini, fu steso il format, le linee guida del programma: la scaletta, le modalità linguistiche, i personaggi, i luoghi. Il capostruttura Roberto Nepote, che aveva con forza voluto l'impresa, pose al timone Mussi Bollini e la nave partì vento in poppa. Si fecero i provini, si formò la compagnia, si entrò in studio. Il 18 gennaio del 1999 andò in onda la puntata numero 1, "Con la carta si può". Streghe, Fate, Orchi, Lupi, Principi e Principesse, Gnomi e Geni avevano trovato un nido di fiaba impensabile nella TV.
Tonio Cartonio, primo folletto conduttore, fratello grande del bambino spettatore, gli parlava occhi negli occhi aiutandolo a specchiare nelle vicende indiavolate della finzione i problemi, le scoperte, le paure della vita vera di "Città Laggiù". Si rinnovava con mezzi nuovi il vecchio compito millenario della Fiaba, che è specchio di comprensione della realtà.
Passarono gli anni. Già dal secondo, a dar man forte nella scrittura dei 160 copioni annuali arrivarono altri autori: Janna Carioli, Martina Forti e Venceslao Cembalo. Maurizio Zecchin, lo scenografo, cominciò la titanica costruzione di mondi incantati a cui ancor oggi lavora. Alla regia colorata e irruenta di Pierluigi Pantini seguì, nel 2002, quella più profonda e sofisticata di Roberto Valentini. Le puntate erano scritte e realizzate con due semplici punti di forza: la maestria degli scrittori per bambini, e la "genitorialità diffusa" di chi racconta solo storie che potrebbe raccontare ai propri figli. Funzionò: nacque nei genitori italiani una fiducia speculare nel programma, cui affidavano i loro bambini "come se stessero con loro".
Il programma crebbe tanto che ben presto, come i bambini a cui si rivolgeva, non stette più dentro i vestiti. I cartoni comperati in tutta Europa erano buoni come la frutta da cui la Melevisione pareva spremerli, ma la vicenda della puntata, la parte scritta e girata e prodotta in Rai, si rinforzava, frondeggiava, faticava a star dentro il compito del lancio di storie animate, voleva diventare storia lei. Mussi Bollini raccolse con coraggio questa istanza di crescita e fece il passo: nel 2003 si estrassero i cartoni dal programma, nacque la Melevisione "sitcom", una storia unica e fluida di 25 minuti.
Da allora sono cambiati i registi, Enza Carpignano, Alfredo Franco, Rossella De Bonis, portando segni più chiari o più scuri, più svelti o quieti nella recitazione, nella ripresa, nel montaggio. Son cambiati gli attori, Orchi e Streghe e Geni sono andati e venuti, Tonio Cartonio, fratello empatico, ha lasciato il posto a Milo Cotogno, amico simpatico. Nuovi autori sono entrati nella squadra, Luisa Mattia, Lorenza Cingoli, Lucia Franchitti, portando nuovi fili colorati nell'intreccio dei temi e delle storie.
Melevisione ha 10 anni e oltre 1600 puntate, è cresciuta: ora ha spalle più larghe e gambe più svelte. Forse più larga è la peripezia, l'intreccio buffo e drammatico delle vicende; forse più svelta – o solo più incarnata nella storia – la trama informativa, educativa, enciclopedica. Ma sempre identico è il gusto profondo di frutta, di vitamine naturali per le menti: cioè di storie allegre e profonde narrate da grandi che sanno narrare ai loro bambini, perché crescano bene.
Dieci anni di Melevisione, infatti, vogliono dire anche questo: incontrare dei diciottenni che ti guardano con un sorriso fino alle orecchie quando gli dici "Ti abbiamo cresciuto noi"...
Altrove, in un'altra pagina, si può leggere una BIOGRAFIA dettagliata ma poco aggiornata: completa per quanto riguarda studi e formazione, il decennio di lavori nel teatro, i multimedia e il cinema, ma ferma a molti anni fa per la televisione e i libri.
Qui sotto, invece, i DATI AGGIORNATI nelle forme sintetiche che occorrono nei contatti di lavoro. Quando li ho inseriti in questo sito, nel lontano '97, poteva sembrare una guasconata, oggi la cosa è molto più normale: spesso basta aspettare. Organizzatori, promotori d'eventi, bibliotecari, insegnanti e chiunque per lavoro ne abbia bisogno, invece che per faticosi fax o ripetitive spedizioni e-mail, può prelevare da sé immediatamente in copia e incolla piccole note biografiche di diverse "pezzature" (20 righe, 10 righe, 5 righe), o scaricare una scheda bio-bibliografica impaginata in PDF e pronta per la stampa, o qualche foto in bassa risoluzione JPG.
Da scaricare per usi di documentazione e promozione (programmi, depliants, etc.)
SCHEDA BIO-BIBLIOGRAFICA IN FORMATO RTF e IN FORMATO PDF
Versione sintetica del curriculum con bibliografia aggiornata al 2009
Circa 400 battute, in tono leggero
Altre e più serie notizie e testi su www.tognolini.com
Circa 600 battute
Altre notizie e testi su www.tognolini.com
Circa 1200 battute
Altre notizie e testi su www.tognolini.com
Circa 1300 battute, in tono leggero
Altre notizie e testi su www.tognolini.com
Circa 2000 battute
Nel 2007 ha ottenuto il premio Andersen come miglior scrittore italiano per ragazzi.
Altre notizie, foto, e soprattutto un'ampia scelta di testi editi e inediti,si possono consultare online sulla sua Home Page, all'indirizzo www.tognolini.com
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Incontri coi lettori
Nell'anno scolastico 2009-2010, dopo 15 anni di incontri coi lettori bambini, mi son concesso un anno sabbatico di pausa e riflessione, limitando gli incontri ai soli adulti (insegnanti, genitori, corsi di aggiornamento, convegni, etc.). Le motivazioni di questa scelta sono esposte fin troppo estesamente qui sotto.
Ai fini del riposo la misura non ha funzionato granché: gli incontri coi bambini (impegni presi l'anno precedente, festival, occasioni particolari) son stati relativamente meno degli anni scorsi, ma in compenso son piovuti numerosi quelli con gl iadulti. Il risultato è stato costante: sempre in viaggio (come si può leggere qui sotto e nella pagina dei Prossimi appuntamenti).
Dal settembre 2010 riprenderò gli incontri con le scuole.
Invito quindi chi fosse interessato alla loro programmazione a consultare, prima di contattarmi sul Libro degli Ospiti, la PAGINA DEGLI INCONTRI, che descrive contenuti, tipologie, costi, numero partecipanti, disponibilità, esigenze tecniche, etc.
L'anno sabbatico
Dal settembre del 2008 al giugno del 2009 son stato in 63 città e paesi d'Italia, per un totale di un paio di centinaia di incontri, per la grande maggioranza coi bambini.
Questo "tour", la cui crescita ogni anno mi lusinga, ha un risvolto paradossale: mi si chiama per i libri che scrivo, ma se vado dovunque mi chiamano io libri non ne scrivo più. Non credo che coloro che mi invitano nelle loro scuole e biblioteche e librerie siano più contenti di avere l'autore in carne e ossa piuttosto che altri suoi nuovi libri in carta e inchiostro. So per certo che non ne sarei contento io. E anche gli incontri, condotti da una persona scontenta, finirebbero per non essere più né belli né utili nemmeno per chi ha davanti.
Probabilmente esiste un "burnout", una fatica da lavoro logorante, anche per gli scrittori che incontrano le classi.
Ogni fine d'anno me ne accorgo di più: rispondere per decine d'anni alle stesse dieci domande (le più immediate e logiche da fare a uno scrittore), rispettando la freschezza di chi le fa per la sua prima volta, non può essere del tutto innocuo. Trovarsi nella scuola di un paesino sperduto della Sicilia o del Friuli o delle Marche, raggiunta con una giornata di viaggi, per parlare a cento bambini d'Italia, invece che stare a casa a scrivere per gli altri sei milioni, può far venire il dubbio se si stia facendo la cosa giusta.
A questo dubbio per molti anni ho risposto sì: è la cosa giusta. Parlare ai bambini d'Italia uno per uno può essere impresa giusta e dolce appunto perché chimerica e infinita. Impresa interminabile da "Uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono, che da solo riforesta le contrade. E fin qui per quindici anni l'ho perseguita, augurandomi di aver favorito la crescita di qualche ciuffetto di bosco.
Ma è il tempo di una pausa, di riposo, riflessione e evoluzione.
Riducendo gli incontri per un anno al solo ambito degli adulti perseguo due risultati:
1) Dare spazio alla scrittura, che è il mio primo mestiere. Ma dare spazio anche alla riflessione, alla rifondazione delle strategie di incontro coi bambini stessi. La pazienza può non essere l'unica risorsa di fronte al ripetersi identico delle stesse dieci domande per centinaia di paesi e città: possono esserci altre soluzioni, altri modi di proporre l'incontro, che vanno preparati e studiati.
2) L'impresa narrata nel libro di Jean Giono esige il tempo lento e sterminato di un santo pastore piantatore d'alberi. Se il tempo per la semina diminuisce, conviene privilegiare i motori di semina: non i lettori ma i persuasori di lettori, i moltiplicatori di promozione del libro, quali genitori e insegnanti e altri adulti possono essere.
Un'ultima considerazione, ma molto importante.
Io sono arrivato alla fatica di centinaia di incontri all'anno, in buona parte, perché non sono adatto a fronteggiare "le insistenze delle maestre".
"I bambini ci tengono tanto!", "I bambini l'adorano!", "Abbiamo letto i suoi libri e abbiamo fatto tanti lavori!"...
Queste parole, senza alcun dubbio sincere, riempirebbero d'orgoglio qualunque scrittore, perché sono il segno tangibile che il suo lavoro vive, vale e serve. Come si fa a dire di no? E lo scrittore prende il treno e va.
Quando poi cerca di mettere un freno, di ridurre i giri di treno, le lusinghe cambiano, benché in apparenza di poco: "Ma noi abbiamo lavorato tanto!", "Ma noi adoriamo i suoi libri!", "Ma noi qui abbiamo una situazione paricolare"...
"Venga solo da noi, solo stavolta poi basta".
Questo, si vede a occhio nudo, moltiplicato per mille situazioni uniche e particolari, è semplicemente il modo per non fermarsi mai più.
E invece stavolta mi fermo. Solo per un anno.
Le maestre sensibili e leali avranno capito cosa voglio dire. E non mi metteranno nelle pene coi loro pur veri e sacrosanti "Ma noi"...
L'ultimo anno nelle città...
Dall'agosto 2009 all'agosto 2010, per uno o più incontri, per uno o più giorni, sono stato a:
Montichiari (BS), Bienno (BS), Firenze, Venezia, Borgonovo Piacentino (PC), Romagnano Sesia (VC), Romano Ezelino (VI), Brescia, Pescara, Cagliari, Casalecchio, Milano, Foggia, Marzabotto (BO), Vignola (MO), Mirandola (MO), Milano, Bologna, Vicenza, Padenghe Garda (BS), Parma, Roma, Pomigliano (NA), Vigevano (PV), Segrate (MI), Bologna, L'Aquila, Rastignano (BO), Bologna, Zafferena Etnea (CT), Foggia, Reggio Emilia, Forlì, Castiglione delle Stiviere (MN), Sarteano (SI), Bra (CN), Tortona (AL), Omate (BM), Brugherio (BM), Torino, Lecco, Rovellasca (CO), Milano, Ivrea, Parma, Verbania, Vignola (MO), Genova, San Sperate (CA), Argentiera (SS), Limestre (PT),Albinea (RE)...
Potete scorrere un decennio di commenti personali e testimonianze sul mio lavoro nei vecchi Libri degli Ospiti, dall'ottobre '97 ad oggi.
Per note ragioni, non è il caso che io lasci il mio attuale indirizzo di posta elettronica qui all'aperto, esposto a spamming, fishing, mass mailing e simili molestie.
Chi vuole comunicare con me, per lavoro o per altro, potrà lasciarmi un messaggio nel LIBRO DEGLI OSPITI. Ogni nuovo messaggio inserito mi verrà segnalato con una e-mail, e io risponderò.
Per principio, finché posso, rispondo a tutti. Chi non ricevesse risposta dopo un numero ragionevole di giorni (diciamo una settimana), si assicuri di aver digitato correttamente il suo indirizzo e-mail: mi è accaduto più volte di scrivere risposte che tornavano indietro non lette perché indirizzate a "sconosciuti". Eventualmente scriva un altro messaggio con l'indirizzo giusto.
Benvenuti gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i bibliotecari e i librai che mi chiedono incontri con l'autore o altre forme d'intervento: se sfogliate indietro le pagine dell'attuale Libro degli Ospiti, o i Libri degli Ospiti degli anni passati,, vedrete che sono state il luogo dei primi contatti per centinaia di incontri.
Ho aiutato decine di studenti che compilavano tesi di laurea o ricerche, sulla Melevisione o sui miei libri o su altro, con interviste telefoniche o faccia a faccia, e in taluni casi con spedizioni di materiali che non erano reperibili in commercio o scaricabili dal sito. Ci sono state sparute incomprensioni, quindi mi sta a cuore precisare: non risponderò a lettere che non siano firmate. Comprendo e apprezzo la prossimità, la confidenza che rime e storie possono generare; comprendo anche la consuetudine allo stile verbale disinvolto degli SMS e delle chat: ma chi mi scrive sa chi sono, e mi pare giusto ed equo che anch'io sappia chi è lui. Datemi pure del tu, se questo sentite di fare, ma con nome e cognome. Se poi si aggiunge notizia di quale sia la tesi o la ricerca per cui mi si chiede aiuto, e per che corso di laurea o cammino di studi, sarò ancora più motivato a rispondere.
Dal 1997 al 2007 questo sito ha ricevuto circa 120.000 visite,
conteggiate da diversi counters negli anni.
Dall'ottobre 2007, sul server Yahoo (www.brunotognolini.com):
E sul server Alice (www.tognolini.com):

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